Runner Haters – Odiatori di Runner

Sogno una società che viva più serenamente e con meno livori.

Pochi giorni fa, su tutti i giornali, ha fatto notizia un messaggio che un haters ha pubblicato sulla pagina “Sei di Brivio se” e che, Federico Airoldi di Brivio Rinasce, ha condiviso e condannato. Il messaggio racchiudeva uno sfogo nei confronti della manifestazione sportiva che era stata organizzata dalla podistica locale e che coinvolgeva famiglie e bambini. Il messaggio che ha indignato tutti chiudeva dicendo: fateli correre in direzione Auschwitz.29028138_463177224099912_334877023816122368_n

Inutile dire che una persona che arriva a scrivere una cosa del genere non ha la benchè minima cognizione per capire quanto grave sia quello che ha pubblicato. Spero rinsanisca e si scusi presto. Ma non è il primo e non sarà nemmeno l’ultimo. Poco tempo fa qualcuno lasciò un messaggio alquanto inequivocabile rivolto agli organizzatori della maratona di Firenze.

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Noi runner siamo continuamente bersaglio di haters che ci aggrediscono verbalmente agli incroci, lungo le strade o sui social (per legge bloccherei l’utilizzo dei social network a tutti coloro che si dimostrano aggressivi e incivili) e solo perchè “rubiamo” 30 secondi del loro tempo mentre attraversiamo la strada o perchè, a causa di una gara, a causa di un interruzione al traffico devono modificare il loro percorso.

In tanti anni ne ho sentite di tutti i colori: andate a correre in pista, la strada è di chi va in macchina, se poi ti prendo sotto non ti lamentare, non avete proprio un cazzo da fare, si vede chi non fa un cazzo nella vita, ecc ecc.

Tutto questo mi fa pensare che la nostra società si è imbruttita forte. Insomma: al mondo tutti hanno un amico, un parente, un cugino, una cane che direttamente o indirettamente pratica attività podistica. Quindi non capisco se c’è l’hanno con tutti (quindi anche i loro amici) o solo con quelli che partecipano alle competitive. Non sta a me dire come uno debba investire il proprio tempo, ma 3 minuti fermi ad un incrocio non credo cambino la vita di qualcuno. Ci vorrebbe più buonsenso.

Rivolgo quindi il mio messaggio a tutte queste persone:

Caro amico, so che ti fa incazzare abbestia quando noi runner ed organizzatori utilizziamo le strade per dedicarle ad una giornata di sport, inclusione e solidarietà costringendoti a modificare le tue normali attività. Anche io sono un automobilista e capisco il tuo punto di vista, inutile dirti che però non lo condivido. Resta il fatto che lo rispetto. Sarebbe bellissimo che una domenica decidessi anche tu di partecipare ad una nostra camminata. Ti accorgeresti che ci sono persone stupende, bambini, famiglie, anziani che non meritano proprio per nulla un tuo vaffanculo. Inoltre sono convinto che la chiusura delle strade viene sempre comunicata per tempo dal Comune e quindi non te la prendere con i partecipanti alla corsa se non lo sapevi. Se vogliamo che il mondo sia un posto migliore, dovremmo tutti dare un buon esempio di civiltà. La prossima volta che incrocerai un podista ad una gara, pensa che potrebbe essere un tuo amico, il tuo dottore, un tuo parente o il prossimo fidanzato di tua figlia (forse per quest’ultima avresti un’attenuante) e anzichè lasciarti avvolgere dalla rabbia scendi ad incitarlo o a salutarlo. Faresti una cosa bellissima, sia per lui che per te.

 

 

 

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Anche i runner votano

Domenica siamo chiamati al voto.

shutterstock_383981863Confido che mai come quest’anno la scelta per me sarà difficile. Se dovessi paragonare i partiti e le loro idee ad una maratona direi che: a parte alcuni atleti che non arriveranno alla fine o ci arriveranno devastati, assisteremo ad una gara in cui vedremo formarsi un gruppone di 4 o 5 runner che si daranno battaglia fino all’ultimo km. Dalla lista dei partenti non mi sembra d’aver visto l’atleta d’elitè, quello che stacca tutti e va a vincere in solitaria. Ci sono però degli emergenti che potrebbero fare l’exploit. Staremo a vedere. Una previsione? Sembra una di quelle gare in cui i primi non si faranno la volata ma si metteranno d’accordo per decidere a chi tocca vincere questa maratona. Tanto ci sarà un’altra gara e ci saranno sempre loro nel gruppone di testa.

PS: Mi sono preso la briga di guardare se fra i programmi elettorali se qualcuno parlasse di sport . La Lega Nord ne parla in modo abbastanza approfondito, Leggetevi pagina 68 del loro programma. Ma approfondisce l’argomento ancora di più il Movimento 5 Stelle, guardate qui. Nel programma di LEU, Potere al Popolo,Civica Popolare, +Europa, ad esempio, di sport non se ne parla affatto (o io non l’ho trovato) e il PD nel suo programma lo cita marginalmente parlando di sgravi fiscali o dello sport nella scuola. Ottima cosa ma sai che novità, 30 anni fa esistevano i Giochi della gioventù.

Forse l’atletica per alcuni partiti non è argomento di interesse perchè non sposta voti quando invece sappiamo tutti che se vogliamo alzare la qualità della vita, togliere i ragazzi dalla strada e creare qualcosa che sostenga la comunità, l’atletica è uno di quegli antidoti infallibili a costo zero.

Buone corse e buon voto

 

Mr. Titanium e la frattura all’osso sacro

Oggi vi parlo di un incubo da cui non riesco a svegliarmi: la frattura da stress dell’ osso sacro iliaco. Sul web non si trova quasi nulla che parli di questa patologia quindi spero che questo articolo sia d’aiuto a chi ne sta soffrendo o a chi vuol capire quali siano i sintomi.

Ma cosa mi è successo? A fine dicembre ho iniziato ad accusare uno strano dolore in zona piriforme destro. Non gli ho dato molto peso, era gestibile. Il problema è che durante la corsa sentivo cedere la gamba, strana come cosa. Non sono estremamente ipocondriaco quindi decido di darmi del tempo per capire. I miei allenamenti proseguono, il fastidio aumenta fino a quando un giorno, dopo degli squat su una gamba sola, il male è talmente forte che durante la corsa inizio a zoppicare. Qui c’è qualcosa che non va. Faccio un salto dal fisioterapista e iniziamo a valutare i sintomi che sono:

  • Dolore molto forte in zona piriforme
  • Dolore zona sacrale
  • Dolore che da gluteo scende fin verso il bicipite del femore
  • Dolore in fase di appoggio

Dopo dei dolorosissimi massaggi con il gomito al piriforme e 2 sedute dall’osteopata la cosa non migliora. Esclusa la sciataglia e l’infiammazione del piriforme il sospetto cade sull’articolazione sacro iliaca. La mia testardaggine però mi spinge a richiedere una Risonanza Magnetica (RMN), voglio scoprire di cosa si tratta. Risultato? Frattura da stress dell’osso sacro iliaco. Qui sotto la potete vedere all’interno del cerchio rosso, il bianco che si vede sopra/intorno alla frattura è l’edema. Diagnosi? Riposo per 8 settimane.

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Inutile dire che 2 giorni prima di fare questa RMN e scoprire che avessi una frattura ho corso una campestre, andando così ad allungare notevolmente i tempi di recuperi. Ma qui entriamo nel ginepraio di quanto siamo teste di fango noi runner. Scriverò un articolo in merito prossimamente ma adesso andiamo avanti.

CURA

Come si cura una bestiaccia come questa? Come il migliore dei webeti ho fatto le mie ricerche on line per poi confrontare i risultati con i fisioterapisti che mi seguono. Esistono degli integratori che stimolano il processo di calcificazione ossea ed esistono delle terapie. Ecco cosa sto facendo:

  • MEGA CISSUS: 1 pillola al mattino prima di colazione ed 1 pillola alla sera prima di andare a letto. Integratore a base di Ketosterone;
  • SILICA PLUS CELLFOOD: 15 gocce al mattino 15 minuti prima di colazione e 15 gocce alla sera 15 minuti prima di cena. Integratore a base di Silicio;
  • CLODY 200: 1 puntura di bifosfonato ogni 3 gg (6 punture in totale)
  • MAGNETO TERAPIA a domicilio: 8 ore tutte le notti x 30 giorni. Quello che vedete nella foto è il SOLENOIDE che si tiene durante la notte. La corrente passa da un capo all’altro generando un campo megnetico che stimola la calcificazione ossea.

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A questo punto ritengo che fra un mese avrò le ossa di titanio. Ho già coniato un mio nome d’arte: Mr. Titanium

3 buoni propositi per il 2018

Stiamo per lasciarci alle spalle il 2017.

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Solitamente, arrivati a questo punto, ogni runner fa tesoro delle cose buone dell’anno appena passato, pensa a cosa portare con se nel 2018 e fa una lista di buoni propositi per il prossimo anno.

Anche un tapascione come me non può esimersi. I miei 3 buoni propositi per il 2018 sono:

  • Fare spazio nell’armadio e regalare un po di magliette ricevute alle tapasciate;
  • Usare 3 paia di scarpe contemporaneamente: ammortizzata per i fondi lenti e lo scarico del lunedì, leggera per allenamenti veloci e gare corte, secca e reattiva per le gare medio lunghe;
  • Divertirsi. Le gare sono importanti come i propri Personal Best. Ma non sono pagato da un corpo militare o foraggiato da uno sponsor quindi l’imperativo dev’essere DIVERTIRSI. Se sai d’aver dato tutto non potrai mai recriminarti nulla.

E i vostri 3 buoni propositi quali sono?

Cosa regalare ad un Runner per Natale?

Avete un amico, una fidanzata, un parente invasato per la corsa? Vorreste regalargli qualcosa che sia di sicuro gradimento? Ecco una lista, con prodotti e prezzi, che vi aiuterà a districarvi nel vasto mondo dei prodotti per runner.

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Lampada frontale per la corsa notturna.

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Le cose importanti per individuare un buon prodotto sono: batteria ricaricabile, che pesi meno di 120/130 gr. e che abbia una potenza di 300 lumen. Vi consiglio la Petzl E95 € 89,90 su Amazon. Photo Credit By petzl.com

Cuffie wireless.

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Un ottima idea per chi ama correre ascoltando musica in tutta libertà. Per il runner che è sempre alla ricerca di un paio di cuffie che siano resistenti alla pioggia e al sudore vi consiglio le Jaybird X3  Freedom 2. € 129,00 su Amazon. Photo Credit By jaybirdsport.com

Maglia termica prima pelle.

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Correre con il freddo non fa più paura. La maglia termica, al contrario di una giacca, è un indumento più versatile.  Io la uso quando le temperature si aggirano intorno ai 5 e i – 5 gradi, senza giacca e con un uno smanicato antivento sopra. Certo, appena si esce di casa la botta si sente, ma dopo un paio di km il corpo si “climatizza” e si corre perfettamente. Il mio consiglio è la maglia della ODLO, Evolution Warm Baselayer Shirt Half Zip, € 60,00 su Amazon.  Photo Credit By odlo.com 

Guanti antivento.

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Non esiste tipologia di runner, dal Top al Tapascione, che non soffra il freddo alle mani. Un regalo assai gradito potrebbe essere quindi un paio di guanti adatti ad affrontare anche le temperature più basse. Le skills di un buon paio di guanti sono: che non facciano passare il freddo, che siano leggeri, leggermente riflettenti e che sulle dita abbiano gli inserti per fare in modo che possano essere usati con apparecchi touchscreen. Vi consiglio i guanti da corsa Fusion Windstopper della Gore, da € 51,00 su Amazon. Photo Credit By Goreapparel.eu

Smartwatch 

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Quanto fai al km? Qual’è il tuo P.B. sulla mezza? A quanto lo fai il fondo lento in allenamento? Per rispondere a tutte queste domande serve un orologio al polso. Ormai sul mercato ce ne sono di tanti tipi e tutti molto buoni, io vi consiglio un multisport con cardio frequenzimetro al polso come il Garmin 735, € 377 su Amazon. Photo Credit By buy.garmin.com

Occhiali

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Baldini racconta che, fra i tanti motivi che lo aiutarono a vincere la maratona di Atene, uno fu il fatto che ebbe l’intuizione di indossare un paio di occhiali. Infatti, dopo un sopralluogo fatto allo stesso orario della maratona il giorno prima, si accorse che il sole del tardo pomeriggio era abbastanza fastidioso. Un paio di buoni occhiali può quindi incidere su una buona gara o semplicemente su un buon allenamento. Le cose da tener presente quando si acquistano un paio di occhiali sono: la leggerezza e che le lenti siano anti appannamento e variomatic. Vi consiglio gli occhiali della UVEX Sport Style 202v, € 110,00 su Amazon. Photo Credit uvex-sport.com .

Medagliere personalizzato

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Il risultato di tante fatiche lo si può ammirare solo su un bel medagliere. C’è chi dice che tiene le medaglie in un cassetto o in una scatola; rispetto la scelta ma non sono d’accordo. Molto meglio appendere al muro un bel medagliere che un quadro comprato all’ikea! Un regalo molto originale potrebbe essere un porta medaglie personalizzato con la foto del nostro runner che taglia il traguardo della una gara in cui ha fatto il suo Personal Best! € 44,00 sul sito coppe-targhe.com 

Treppiedi per cellulare

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Come fare ad immortalare le proprie prestazioni atletiche, il proprio volto duramente accusato dalle fatiche o semplicemente il magnifico gruppo della tapasciata domenicale? Semplice, con il cellulare. Ma non sempre è possibile trovare qualcuno disponibile a fare la foto o un appoggio in cui infilare il proprio telefono. Vi consiglio quindi un bel treppiede molto versatile come il modello Octopus della Deyard. € 10,99 su Amazon. Photo Credit deyardtech.com 

Calze compressive

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Dopo che le ha sfoggiate Sara Dossena alla maratona di NY, le calze compressive colorate sono diventate super trendy.  Ma perchè un runner dovrebbe indossarle? Principalmente per tre motivi: durante e dopo una gara impegnativa “evitano” che sopraggiungano i crampi e dopo un allenamento particolarmente duro sono utili perchè aumentano la circolazione sanguigna. Inoltre, per chi viaggia in aereo, sono consigliate perchè evitano che vengano delle trombosi. € 13,63 su Amazon.

Beauty Case da viaggio impermeabile

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Una cosa che capita spesso al runner che, finita la gara si ferma a fare la doccia negli spogliatoi, è accorgersi di essersi dimenticato a casa ciabatte o bagnoschiuma. Questi tempi sono finiti cari amici. Hanno inventato, o perlomeno io l’ho scoperto solo adesso, il beauty case da viaggio che si appende sotto la doccia! Geniale. Lo si appende al rubinetto o alla doccia e il gioco è fatto. Trovato su Amazon a € 15,99. Photo credit by Trafellows 

Stage con Orlando Pizzolato

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Tutti i runner sognano di farsi qualche giorno di vacanza, almeno una volta nella vita, e dedicarli completamente alla corsa. Con il grande Orlando Pizzolato si può fare. Luoghi incantevoli in cui poter staccare dai ritmi frenetici della città dedicandosi solo ai ritmi della corsa. Per avere informazioni sui costi e i luoghi basta compilare il modulo che si trova sul sito di Orlando Pizzolato. Photo credit by Ilaria Fedeli.

Libro

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Un buon libro è sempre qualcosa di graditissimo, ma la domanda è: quale? Io vi consiglio “Quelli che corrono” di Stefano Baldini. Si legge in un baleno. Fra i tanti aneddoti ce ne sono diversi sulle tabelle pre maratona di Atene. Una libidine con i fiocchi! € 9,35 su IBS.

Film Dvd

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Una serata sul divano, ogni tanto, se la concede anche un runner. Ma cosa vedere in tv? “Race” racconta l’epica e straordinaria storia del pluricampione del mondo Jesse Owens che, nato povero ma con un dono atletico straordinario, alle Olimpiadi del 1936 lasciò Berlino e il terzo Reich senza parole vincendo 4 medaglie d’oro ed entrando di diritto nella leggenda. € 7,20 su Amazon. Photo Credit by Coming Soon

L’elettrostimolatore

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L’elettrostimolatore è ottimo compagno di allenamenti e un discreto alter ego del fisioterapista. Un buon prodotto deve essere semplice da usare e avere la funzione 2+2. Fra i tanti in commercio vi consiglio il Runner Pro della Globus, ottimo prezzo qualità. € 349,00 su Amazon. Photo Credit by globuscorporation.com

Foam Roller

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Il massaggiatore più odiato e amato dai Top Runner. Come si usa? Sia prima che dopo l’attività fisica perchè aumenta la circolazione del sangue nei tessuti muscolari o nel caso di dolori muscolari o piccole contrattura per sciogliere i muscoli. Uno dei migliori in commercio lo vende Trigger Point su Amazon a € 36,85

Il pettorale ad una competitiva

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Regalare il pettorale per una gara è sempre una bella idea, un pò come lo smartbox 🙂 Se si conosce un pochino il runner che riceverà il regalo sapremmo sicuramente individuare la corsa giusta. Io vi consiglio qualcosa che metta insieme run e relax, R&R, con chilometraggio non troppo impegnativo. È pur sempre un regalo. Una gara straconsigliata è il Giro del Lago di Resia del 14 luglio. € 32,00 entro il 31/12/2018.

Runner e cani

Qualche sera fa ho assistito ad una scena incredibile.

shutterstock_324423926Amo i cani e credo che sia vero che siano i migliori amici dell’uomo…. finchè rimane uomo… Quando vedono un runner accantonano per un attimo la loro ossequiente fedeltà per aprirsi al loro amore ancestrale per i polpacci.

Correre con il proprio cane è un’attività che si può fare ma prima bisogna informarsi e capire come educare il proprio amico animale. Sul web infatti ci sono decine di tutorial per capire quali siano i cani adatti alla pratica sportiva e come fare per insegnare loro a correre senza “distrazioni”. Sono convito sia molto piacevole correre con il proprio amico animale ma, se non si seguono alcune regole base molto importanti, possono accadere spiacevoli incidenti. Un cane rimane pur sempre un cane.

Qualche sera fa, durante uno dei miei allenamenti che stavo svolgendo su un percorso ciclabile, davanti a me, a 80 metri, vedo avvicinarsi un runner con un cane legato con gunzaglio in cintura. Arrivati a 10 metri di distanza l’uno dall’altro, stavamo per salutarci (saluto sempre i runner che incontro per strada) il cane si lascia andare al suo istinto più primitivo e si lancia abbaiando verso i miei polpacci (lo schivo con una mossa di bacino degna del migliore Pierino in Mela Pera Banana Caffè). A quel punto taglia la strada al suo padrone e lo fa cascare atterra come Gesù Cristo. Come nei migliori cartoni animati, il cane aveva “legato” a salame il suo padrone, facendo un mezzo giro con la corda del guinzaglio intorno alle sue gambe.

Mi sono fermato e ho chiesto se fosse tutto ok. Non credo che il runner mi abbia sentito visto che, fra un’imprecazione e l’altra, era impegnato a sgridare il proprio cane.

A dir la verità credo che il cane non abbia nessuna colpa. È pur sempre un animale che segue i propri istinti.

Penso quindi che un buon allenamento, per essere definito tale, dev’essere fatto al proprio passo, da soli e senza “distrazioni” di nessun tipo.

 

Per concludere: ricordo ancora oggi un pazzo che si mise in prima fila alla partenza della Verdi Marathon Sojasun con il proprio cane. (Vedi qui la foto). Potremmo fare un articolo su questo runner ma mi limito a raccontarvi che al momento dello sparo, la povera bestiola, oltre ad aver preso paura, si e vista “schiacciare” da centinaia di podisti. Sappiamo tutti com’è il tiro del primi in griglia. Gli avrei stracciato la tessera fidal.

Buone corse amici

Bulging, come gestirlo.

Purtroppo anche io, come tanti runner, sono caduto nel dramma dei problemi alla schiena. Nel mio caso si è trattato di un bulging, l’avvisaglia di un’ernia in arrivo. Così credevo o così lo è in diversi casi.

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Ma come si è presentato? Avete presente delle scosse sui quadricipiti? Spero di no, anche perché delle scosse sui muscoli non sono cose così abituali… Rimane il fatto che a metà giugno ho iniziato ad avvertire delle leggere scosse in zona ileopsoas e quadricipite sinistro. Subito non gli ho dato molto peso ma con l’andar del tempo ho iniziato ad accusare dolori sempre più insistenti sopratutto nel muovermi “a freddo”, tipo al mattino appena sveglio.

Il mio fisioterapista, che ormai quando mi vede si sfrega le mani tipo Signor Burns, mi ha subito mandato a fare una risonanza magnetica alla colonna vertebrale. Risultato? Un bulging, e cioè una protrusione di un disco vertebrale, che arriva a toccare il nervo della colonna vertebrale e provoca dolore lungo tutta la coscia. Solitamente il tutto sfocia in una sciatalgia, nel mio caso il dolore non era posteriore (classico della sciatalgia) ma anteriore.

Rassicuro tutti i runner dicendo loro che la cosa si può gestire, dipende naturalmente da una serie di fattori, ma il danno si può contenere. I due specialisti che mi hanno visitato, un chiropratico ed uno specialista in medicina dello sport, mi hanno confortato dicendomi che il bulging è una cosa normale, l’abbiamo praticamente tutti. Chi corre probabilmente se ne accorge prima di un sedentario. Se scoperto in tempo si può “curare”, come? Massaggi e tanto stretching, tipo il metodo Mckenzie.

Quindi, se avete avuto la sfortuna di incorrere in un bulging, non disperate e non credete a chi vi dice che è ora di appendere le scarpette al chiodo. Vi aspettano ancora tante buone corse.

Tapascione

 

Ladri in corsa

Uno degli argomenti che questa estate ha tenuto banco fra i runner è stato quello dei furti nelle macchine.

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Succede sempre più spesso che, dei ladri vestiti come podisti, si aggirano per i parcheggi aspettando l’inizio delle corse. Una volta sentito lo sparo della partenza, sanno di avere un’oretta di tempo (dipende alla corsa) per agire indisturbati e poter così aprire le auto. Spesso si pensa che questo problema sia circoscritto alle zone più cittadine invece, si sono avuti casi anche in paeselli ritenuti più tranquilli. Cosa fare per scoraggiare questi atti di vandalismo? Una delle soluzioni più ovvie sarebbe quella di mettere delle persone a vigilare le auto. Il fatto è che le tapasciate vengono organizzate spesso in luoghi dove non c’è la possibilità d’avere un grande parcheggio a disposizione dei runner. Questo porta i partecipanti a dover lasciare la macchina in strade adiacenti o luoghi più o meno lontani dal fulcro dell’evento. Aspetto che complica le operazione di controllo. Un’altra opzione sarebbe quella di mettere a disposizione dei podisti una tenda, sorvegliata da un referente dello staff organizzativo, in cui lasciare borse o altri oggetti. Il ladro, sapendo che probabilmente nell’auto non troverà nulla, eviterà così di perdere tempo. Consiglio per i podisti: 1 – Non lasciare mai nulla in macchina; 2 – Se non siete iscritti con nessuna società, ma desiderate partecipare ad una corsa domenicale, chiedete alla podistica da cui acquistate il pettorale di tenervi la borsa; 3 – Iscrivetevi ad una società. Con circa 25 euro all’anno avrete a disposizione una tenda in cui cambiarvi e riporre la vostra roba; 4 – Andate alle corse senza portafoglio. Io porto con me solo la patente e 10 euro. 5 – Andate alle corse senza cellulare. 15 anni fa non esisteva e si viveva lo stesso.

Manager in corsa

Conosciamo Emilio Mori, Manager dell’Agenzia Proxima spa ed ideatore della Charity Run “Runner in Vista”. Lo incontriamo alla fine di un allenamento, difficile altrimenti riuscire a strappargli 5 minuti di tempo libero. Oggi “solo” un 10 di fondo lento. Poca roba per un runner abituato a farne 90 alla settimana. Ma dove trova il tempo per incastrare lavoro, famiglia, allenamenti e la sua nuova avventura “Runner in Vista”? Glielo abbiamo chiesto.

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Ciao Emilio, oggi quindi un allenamento tranquillo.

Oggi è lunedì, giorno dello scarico. La maggior parte dei runner la domenica mattina svolge il lavoro più pesante della settimana o partecipa a delle competitive. Io, essendo un tapascione, non sono diverso da tutti gli altri.

Cosa fai nella vita, oltre a correre?

Sono Manager e Business Developer dell’Agenzia di Comunicazione Proxima spa di Modena. Insieme al gruppo di lavoro seguo e gestisco i piani marketing dei clienti della mia Business Unit.

Come nasce Runner in Vista?

Dalle mia passione per la corsa inoltre ho sempre condiviso il pensiero di Confucio: “Scegli un lavoro che ami e non dovrai lavorare neanche un giorno della tua vita”. Mi sono sempre lasciato ispirare da questa massima cercando di portare le mie passioni sul lavoro: musica, running, cinema, letteratura. E poi diciamoci la verità, cercavo una scusa per poter correre durante le ore lavorative. 

E stato difficile mettere in piedi il progetto?

Ho avuto la fortuna di incontrare una persona che ha creduto nel progetto, Yashar Deljoye Sabeti, Head of Marketing della società Savills Larry Smith Italia, finanziatrice, grazie ad undici suoi Centri Commerciali, dell’intera iniziativa e di lavorare con persone splendide che hanno messo in campo tutta la loro professionalità per fare in modo che, la complessa organizzazione di un evento del genere, si sia potuta gestire tenendo sempre tutto sotto controllo. Non faccio nomi perchè starei qui delle ore.

Grandi personaggi dello sport sono testimonial dell’iniziativa.

I runner hanno il cuore grande. I due miti italiani e mondiali del running, Stefano Baldini e Giorgio Calcaterra, hanno deciso di sostenere il progetto. 

Parlaci di Runner in Vista?

Si tratta di camminate non competitive a passo libero di 5 km ciascuna. Partenza alle 9 del mattino dai Centri Commerciali aderenti. Con una donazione di 5 euro, che è stata interamente devoluta all’unione ciechi, si aveva diritto a ritirare il giorno della gara un pacco gara contenente: T-Shirt tecnica, zainetto porta indumenti, una fascia scaldacollo, un nastrino per correre in coppia e diversi prodotti donati dagli sponsor.

A cosa serviva il nastrino di preciso?

Serviva a tutti coloro che volevano provare l’esperienza di correre al buio facendosi accompagnare da un amico oppure veniva utilizzato dai runner non vedenti per farsi accompagnare dalla loro guida.

Come sono stati individuati i percorsi?

Insieme alle podistiche locali dei paesi e delle città coinvolte. Inoltre siamo stati a “provare” i percorsi in prima persona. Niente scarpette però, bicicletta pieghevole nel baule della macchina e via. Ogni giorno 50 km a setacciare come un segugio piste ciclabili, parchi, sentieri e strade in modo da individuare percorsi il più sicuri e naturalistici possibili. 

Perchè è nata Runner in Vista. C’era un messaggio che volevate lanciare?

Un giorno, chiaccherando con il Presidente dell’UICI Modena Ivan Galiotto, dissi: “l’Italia è un paese pieno di barriere architettoniche, non è un paese per ciechi sopratutto se podisti”. Lui mi rispose dicendo : “l’Italia non è un paese ciechi come non lo è per pedoni, per mamme con passeggini, per ciclisti ecc..”. Certo, se ci paragoniamo a paesi come l’Austria abbiamo ancora tanto da lavorare, ma nel nostro piccolo vogliamo lanciare un messaggio alle istituzioni. 

E cioè?

Che, per rendere la vita migliore a tutti, basterebbe non installare un palo della luce nel mezzo di un marciapiede, investire in piste ciclabili e marciapiedi e che dovremmo dare alle persone gli strumenti e gli spazi per invogliarli a fare più movimento. Gioverebbe anche al nostro servizio sanitario. 

Avete un sito a cui ci si può collegare per restare aggiornati sui vostri sviluppi?

Certo, runnerinvista.it.

A cosa serviranno i soldi raccolti?

I fondi raccolti con le iscrizioni alle camminate, serviranno a sostenere i progetti sportivi in favore dell’inclusione per i non vedenti ed in particolare per i bambini. Si tratta del progetto ESPLORA: campus in cui impareranno a muoversi nel mondo che li circonda e a diventare indipendenti.

Siete stati anche dal Santo Padre.

Dopo aver coinvolto tanti importanti testimonial del mondo dello sport, il progetto è arrivato fino al sagrato di San Pietro, fra le mani del Santo Padre. Asia, la bambina ipovedente su cui si è stato realizzato un documentario che sarà presentato al Festival del Cinema di Venezia, ha consegnato a Papa Francesco il pacco gara di persona. Siamo stati con lei e anche noi abbiamo potuto condividere l’emozione d’aver incontrato sua Santità. Asia gli ha raccontato il progetto e gli ha donato la maglietta, lui dopo averla presa l’ha abbracciata e gli ha detto: “Complimenti, questo è un progetto molto importante. Quando si fa qualcosa in favore dei più bisognosi diventiamo ambasciatori dell’amore di nostro Signore”.

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Perchè corro.

Pubblico questo bellissimo racconto di Elena Bertacchini, un’amica che , oltre ad essere una mamma runner è una bravissima scrittrice.

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Ho cominciato a correre perché credevo di non riuscire a farlo. Subivo il fascino dei runner che attraversano i parchi e i percorsi urbani con quella semplicità disarmante, come se appartenessero ad una realtà parallela, e li guardavo con una certa invidia, con la rassegnazione di chi si sente escluso. Poi un giorno ho deciso di sfidare me stessa a dimostrare che davvero non potevo farcela.

Ho scelto un momento simbolico e propizio, il primo dell’anno, ho riesumato il paio di sneaker con il passato più glorioso e sono partita. Di quella prima uscita ricordo il freddo, perché la temperatura era sotto lo zero e il mio abbigliamento più ridicolo che appropriato, ma soprattutto l’emozione. Ho corso appena 15 minuti, ma sono stati sufficienti a riportarmi sulla pista il giorno dopo. Contro qualsiasi previsione in un paio di settimane ho raggiunto i 3 chilometri, ma più di questo, che non è affatto un risultato memorabile, quello che è successo è che mi sono innamorata.

Per anni avevo sempre criticato chi correva perché non riuscivo a mettere a fuoco il fine di tanta fatica. Solo correndo ho capito che lo scopo della corsa è correre. Con il tempo subentra il pensiero della prestazione, il desiderio di migliorarsi, ma prima di tutto questo, alla radice di tutto, c’è la fascinazione per quello che succede mentre corri, quello che sei in quel momento, l’atto della corsa in se stesso. Un momento estetico e al contempo spirituale. Correre è un gesto che ti rivela tante cose su come sei fatto, ti accetta e ti plasma allo stesso tempo, ti seduce pur lasciandoti sempre libero.

Nell’ultimo anno ho portato la mia corsa in giro con me, all’alba e sotto la pioggia, tra i boschi dell’Isola d’Elba, tra le strade di Barcellona fino in riva al mare, e dovunque vado viene con me. In tutti questi mesi ho allungato le distanze e cercato di accorciare i tempi, ho accolto il primo infortunio con grande orgoglio, quasi fosse una medaglia, e sofferto la pausa forzata come la lontananza di un amico. E quando finalmente ho ripreso, qualche giorno fa, ho capito questo: io adoro correre.

Elena Bertacchini