Perchè è bello correre una maratona?

Correre una maratona è una bella esperienza. Se decidi di farlo ci sono alcune cose che devi sapere, belle e meno belle. Le elenco in ordine cronologico.

Partenza maratona

GLI ALLENAMENTI

A me piace programmare le uscite. Nelle 12 settimane prima della maratona ho affrontato una serie di allenamenti ben precisi e guai a saltarli. Una domenica un lungo e la domenica dopo il lunghissimo e così via fino alla settimana prima della maratona. Durante le settimane: fartlek, ripetute, collinare, core stability, lenti, medi etc.. Certo, devi fare i salti mortali per riuscire ad incastrare lavoro e allenamenti, ma ne varrà la pena.

ALIMENTAZIONE

Si cambia drasticamente il modo di mangiare. Tutto gira in funzione dell’attività sportiva. Io non seguo una dieta particolare, diciamo che cerco di mangiare cose che possano convivere con gli allenamenti e un sano stile di vita.  Solitamente quando è giornata di allenamento questa è la mia dieta; colazione: succo o latte o the con biscotti fatti in casa o fiocchi di mais o crusca o riso soffiato. Metà mattina: Yogurt bianco con nocciole e uvetta passa. Pranzo: pasta in bianco e verdure bollite. Merenda: Frutto di stagione o banana. Cena: Pinzimonio con 2 fette di bresaola. Alla sera, in alternativa al pinzimonio: pesce, carne o una vellutata di legumi.

ISCRIZIONE E PACCO GARA

Diciamoci la verità, il pacco gara bello fa la differenza. Spendere 60 euro per iscriversi ad una maratona e trovarsi nel pacco gara 2 barrette proteiche, una bottiglietta d’acqua, una t-shirt di dubbia qualità e 8 abeti trasformati in volantini pubblicitari, non fa piacere. So che i soldi raccolti con le iscrizioni servono per il marketing, i ristori, il merchandising, le strutture, i permessi etc… Ma un pacco gara di qualità (a costo di spendere qualcosa in più) lascia sempre un bel ricordo. Fare il defaticamento post maratona con la t-shirt tecnica bella e di qualità appena ricevuta è una gran soddisfazione.

L’ATTESA

Il battage dei giorni prima, il ritiro del pettorale e la mattina prima dello sparo sono fra i momenti più affascinanti di una maratona. Pian piano senti e capisci che stai per affrontare una sfida, un’impresa con te stesso che in pochi nella loro vita saranno mai in grado di fare. Sei orgoglioso. Perchè il miracolo non è essere giunti al traguardo, ma aver avuto il coraggio di partire.

SPARO

Il momento della partenza è al secondo posto dei momenti più affascinanti di una corsa lunga 42 km. In quel momento pensi solo ad una cosa: “Ok, partiti siam partiti, ora con calma, tranquilli, ci facciamo questi 40 km”. Io non conteggio mai gli ultimi 2 per un fatto psicologico mio e giusto per 2 motivi: solitamente gli 2 km di una maratona sono quelli più belli, quelli con la gente, quelli che entrano in città. A quel punto puoi mollare gli ormeggi tanto non servono più ne gambe ne testa, farà tutto l’adrenalina e l’endorfina. Pensare al 30° km che alla fine della gara manca un 10, mi aiuta ad affrontare il famoso muro. Per un runner che partecipa alla maratona un 10 è una corsetta…

FATICA

Devi volerla, amarla, desiderarla e fotterla; questa è la fatica. Correre 42.197 metri significa fare fatica, dal primo all’ultimo metro.

IL CINQUE

Correre e trovare persone che ti incitano è stupendo. Anche se a volte, soprattutto quando la fatica ti pervade, vorresti essere solo con il tuo sudore, i tuoi dolori, la tua stanchezza e la noia d’aver corso 32 km. Bisogna però dire che, una volta superato il momento di sconforto, trovare centinaia di persone che allungano la mano per darti il cinque è una delle cose più belle di correre una maratona.

L’ARRIVO

Anche strisciando ma arriverò in fondo. Questo è il mantra del maratoneta. L’arrivo è il momento più bello della maratona, potrebbe sembrare scontato ma non lo è. Se venisse fatto un sondaggio per chiedere ad ogni maratoneta cosa pensa nel momento esatto in cui passa sotto l’arco dell’arrivo, avremmo migliaia di risposte diverse. C’è chi pensa ai dolori, chi è felice per avercela fatta, chi al proprio record, chi a cosa diranno i propri amici, chi alla propria famiglia, chi alla medaglia, chi ai propri compagni di corsa, chi al ristoro, chi alle scarpe, chi alla gente che ha intorno, chi alla doccia etc..Proprio per questo l’arrivo è il momento più bello, perchè ogni runner vive a modo questa bellissima impresa.

DOLORI

Dopo una maratona è molto probabile che si abbiano dei dolori. Alcuni positivi, dovuti semplicemente allo sforzo, altri negativi come infiammazioni, dolori alla schiena e così via. La corsa è uno sport molto traumatico e se non gestita nel modo corretto può portare a doversi fermare spesso ai box per un controllo o una revisione.

Non ho fatto un paragrafo dedicato alla corsa in sè perchè per quella ci vuole un capitolo a parte.

 

 

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Runner o fisioterapista?

Sarà capitato a tutti d’andare incontro ad uno stop (forzato) e di trovarsi con amici runner che ti consigliano come risolvere il problema.

Ne ho fatto un elenco.Runner o fisioterapista

 

L’ANTINFIAMMATORE

Quello che ti consiglia OKI a pioggia: “3, 4 volte al giorno e vedrai che fra 1 settimana riparti tranquillo“.

IL DIANIOSTA

Quello che ha capito cos’hai appena gli dici: “ho un leggero fast….“.

IL VETERANO

Quello che le ha già vissute tutte e che, grazie alla sua esperienza, ti dice: “Io facevo…

L’INDOMITO

Quello che andrebbe a correre anche con 3 bypass al cuore, una protesi all’anca e una fascite plantare la notte di capodanno. Questi sono i peggiori. Ti consigliano di correrci sopra perchè così il tuo corpo si adatta.

IL FISIOTERAPISTA

Quello che ti tocca il punto dolente e riesce a capire se si tratta di infiammazione o strappo, tendine o legamento, muscolo o cartilagine.

L’IPOCONDRIACO

Quello che ti consiglia di prendere subito un antinfiammatorio, spalmare sopra il punto dolente l’artiglio del diavolo, fare un impacco di argilla avvolgendolo con la pellicola trasparente tutta notte, fare un’ecografia, prenotare una risonanza magnetica e farsi controllare da un chirurgo. Sperando di non essere morti prima…

IL SUPPONENTE

Quello che lo sapeva che sarebbe arrivato l’infortunio, che ti aveva detto di rallentare, che ti aveva consigliato di cambiare marca di scarpe, che 4 allenamenti alla settimana sono troppi, che l’alimentazione è sbagliata, che se avessi fatto come diceva lui e bla bla bla.

IL NATUROPATA

Quello che ti dice che per non infortunarsi il nostro corpo a bisogno di essere in armonia con se stesso e quindi ti consiglia: olio di germe di grano per un corretto metabolismo lipidico, il succo di barbabietola per ridurre la pressione sanguigna, eliminare il caffè perchè è tossico etc…

L’INFORMATO

E abbonato a Correre e Runner’s World, legge tutti gli articoli, anche i trafiletti, legge anche il nome del 50esimo arrivato alla Venice Marathon (sà mai che lo conosco), insomma: questo è una enciclopedia del podismo. Questo è quello che parte dicendoti: “Su Correre c’è un articolo che spiega come curare la fascite plantare, se vuoi te lo porto”, oppure “Su RW ho letto che correre piano non fa benissimo, forse ti sei infortunato per questo”.

Insomma, noi runner siamo tutti dei fisioterapisti mancati, per fortuna.

 

 

 

 

Organizziamo una maratona?

Leggendo giornali di settore e ascoltando le interviste ai “guru” della corsa che parlano delle nostre maratone, emerge, come elemento comune, che in Italia le Maratone siano sempre più lontano dell’appassionare un pubblico e ad invogliare gli stranieri a parteciparvi. Avendo corso personalmente a poche gare competitive importanti, faccio fatica a dare un parere. Posso però fare una lista di quegli aspetti che ritengo negativi e che potrebbero essere migliorati.

  • La stampa e la tv non valorizzano questo bellissimo sport. Del calcio se ne parla su tutti i canali, a qualsiasi ora e si fanno dibattiti anche sulla terza categoria. Dell’atletica nulla. Addirittura i giornali locali, a volte, i giorni prima della gara, anzichè valorizzare il fatto che una maratona attraversi le strade della città, descrivono l’evento come un “Calvario per gli automobilisti”. Questo aumenta l’astio nei confronti dei podisti che già non sono amatissimi dagli automobilisti.
  • Gli organizzatori non hanno ancora capito che, oltre ad avere migliaia di iscritti alla loro corsa (obiettivo sicuramente primario per far sì che si possa sostenere), dovrebbero puntare ad avere del pubblico che si diverte. Immaginiamo spettacoli, street food, mongolfiere su cui poter fare dei voli ancorati e poter assistere dall’alto all’arrivo dei maratoneti ecc..
  • Purtroppo alcuni hotel, B&B e altro, la notte prima della maratona, alzano i prezzi e/o chiedono un pernottamento minimo da 2 a 3 notti.
  • Le iscrizioni digitali, per alcune società, sono ancora cosa sconosciuta.
  • Iscriversi ad una maratona italiana è più costoso che ad una maratona di una città europea.
  • In Italia, forse, abbiamo troppe maratone e mezze maratone. Ottimo per i keniani che le vincono tutte, ma per gli organizzatori? Alcune corse stanno sparendo a causa dei bassi introiti altre ne stanno nascendo. Quindi? Meglio poche ma buone oppure tutti contro tutti e vinca la più partecipata?
  • Le griglie di partenza. Non sono un vezzo dei più veloci ma un modo per assicurare a tutti una partenza sicura e adatta al proprio passo. Alcune maratone, purtroppo, non le utilizzano. Succede infatti che alcuni podisti che si “sopravvalutano”, si piazzino davanti creando così il tappo per tutti i runner più veloci.
  • Amatorialità. Il fatto che una maratona o mezza siano organizzate in modo genuino non è cosa sbagliata, il fatto però che siano organizzate in modo non professionale sì. Un runner, quando partecipa ad una corsa, ha bisogno di essere tranquillo, sereno e assistito. Fra le cose che ricordo: pacco gara il pettorale con il nome di un altro (perchè sono stati riutilizzati quelli di un’altra corsa) non è stato molto serio, acqua finita al ristoro, corso sul ciglio della banchina perchè le auto devevano sorpassare (respirandosi così lo smog dei gas di scarico),  rischiare di sbagliare strada ad un incrocio perchè mancavano le segnalazioni, autobus che non sapevano se si sarebbero fermati alla partenza della 21 o a quella della maratona perchè non avevano ricevuto nessun briefing ecc..

Insomma, ecco alcune delle cose che ritengo si possano migliorare.