Organizziamo una maratona?

Leggendo giornali di settore e ascoltando le interviste ai “guru” della corsa che parlano delle nostre maratone, emerge, come elemento comune, che in Italia le Maratone siano sempre più lontano dell’appassionare un pubblico e ad invogliare gli stranieri a parteciparvi. Avendo corso personalmente a poche gare competitive importanti, faccio fatica a dare un parere. Posso però fare una lista di quegli aspetti che ritengo negativi e che potrebbero essere migliorati.

  • La stampa e la tv non valorizzano questo bellissimo sport. Del calcio se ne parla su tutti i canali, a qualsiasi ora e si fanno dibattiti anche sulla terza categoria. Dell’atletica nulla. Addirittura i giornali locali, a volte, i giorni prima della gara, anzichè valorizzare il fatto che una maratona attraversi le strade della città, descrivono l’evento come un “Calvario per gli automobilisti”. Questo aumenta l’astio nei confronti dei podisti che già non sono amatissimi dagli automobilisti.
  • Gli organizzatori non hanno ancora capito che, oltre ad avere migliaia di iscritti alla loro corsa (obiettivo sicuramente primario per far sì che si possa sostenere), dovrebbero puntare ad avere del pubblico che si diverte. Immaginiamo spettacoli, street food, mongolfiere su cui poter fare dei voli ancorati e poter assistere dall’alto all’arrivo dei maratoneti ecc..
  • Purtroppo alcuni hotel, B&B e altro, la notte prima della maratona, alzano i prezzi e/o chiedono un pernottamento minimo da 2 a 3 notti.
  • Le iscrizioni digitali, per alcune società, sono ancora cosa sconosciuta.
  • Iscriversi ad una maratona italiana è più costoso che ad una maratona di una città europea.
  • In Italia, forse, abbiamo troppe maratone e mezze maratone. Ottimo per i keniani che le vincono tutte, ma per gli organizzatori? Alcune corse stanno sparendo a causa dei bassi introiti altre ne stanno nascendo. Quindi? Meglio poche ma buone oppure tutti contro tutti e vinca la più partecipata?
  • Le griglie di partenza. Non sono un vezzo dei più veloci ma un modo per assicurare a tutti una partenza sicura e adatta al proprio passo. Alcune maratone, purtroppo, non le utilizzano. Succede infatti che alcuni podisti che si “sopravvalutano”, si piazzino davanti creando così il tappo per tutti i runner più veloci.
  • Amatorialità. Il fatto che una maratona o mezza siano organizzate in modo genuino non è cosa sbagliata, il fatto però che siano organizzate in modo non professionale sì. Un runner, quando partecipa ad una corsa, ha bisogno di essere tranquillo, sereno e assistito. Fra le cose che ricordo: pacco gara il pettorale con il nome di un altro (perchè sono stati riutilizzati quelli di un’altra corsa) non è stato molto serio, acqua finita al ristoro, corso sul ciglio della banchina perchè le auto devevano sorpassare (respirandosi così lo smog dei gas di scarico),  rischiare di sbagliare strada ad un incrocio perchè mancavano le segnalazioni, autobus che non sapevano se si sarebbero fermati alla partenza della 21 o a quella della maratona perchè non avevano ricevuto nessun briefing ecc..

Insomma, ecco alcune delle cose che ritengo si possano migliorare.

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