L’ultima corsa

Qualche giorno fa sono stato al funerale di un runner, un amico.

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Come a tutti i funerali l’atmosfera era molto triste però, al contrario di altri funerali, qui c’era qualcosa di diverso.

Sarà stato per il fatto che tutti gli amici runner sono venuti con le scarpe da corsa, perchè gli avversari di una vita sono venuti a rendere omaggio o perchè sembrava di essere in griglia prima dello sparo, ma a questo funerale si respirava un’aria familiare.

La moglie ci ha chiesto di aiutarla a trovare qualcosa legato al mondo della corsa, da mettere nel feretro per l’ultimo viaggio;

  • le medaglie; saranno pesate più quelle tutte insieme che il suo esile fisico da runner;
  • Le scarpe: pensate che era così tapascione che aveva tenuto da parte, chiuse in una scatola in garage, le Asics del record in maratona, 3h’29″44.
  • I pettorali delle gare più importanti;
  • la canotta della società podistica;
  • e il suo portafortuna: si era fissato che da quando quell’oggetto era “capitato” dentro la sua borsa, non si era più infortunato.

Ricordo un episodio: partiamo alle 6.00 di mattina per partecipare ad una mezza a 90 km da casa. Arriviamo verso le 7.00. Al momento del ritiro del pettorale apre la borsa e si accorge che manca il suo portafortuna. Non c’è stato nulla da fare: è partito per tornare a casa a prenderlo. La gara partiva alle 9.30. Veloce come un lampo alle 9.20 era in griglia, felice perchè il suo portafortuna lo avrebbe protetto.

Questo è uno dei racconti emersi durante una corsa/allenamento organizzata in sua memoria, perchè crediamo sia bello ricordare le persone che hanno fatto e dato tanto al nostro amato sport. Un piccola comunità che, grazie al podismo, ha imparato a vivere meglio. Per l’occasione, ognuno di noi aveva indossato il pettorale di una corsa a cui aveva partecipato anche lui. Bellissimo.

Ogni tanto fermiamoci a commemorare chi si svegliava alle 5 di mattina per farci trovare la tenda alle tapasciate della domenica, chi era sempre disponibile per darci una mano, chi faceva da pacer all’ultimo dei maratoneti, chi ci faceva da motivatore nei momenti più bassi della nostra carriera sportiva, chi aveva il talento di fare squadra  anche nei momenti più difficili, chi sapeva regalarti un sorriso quando avevi solo voglia di piangere.

Fatelo anche voi.

 

 

 

Vincere una corsa

Domenica 8 maggio 2015. Una data che ricorderò per un bel pezzo. Si tratta della mia prima corsa (non competitiva) vinta, “Ripartiamo da Pieve – Memorial Prof. Tonino Bigi”.

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Vincere una corsa, per quanto “tapasciosa”, non è cosa così banale. Ci sono sempre e dico sempre avversari forti, preparati e che conoscono il percorso meglio di te.

Partito in testa fin da subito, durante la corsa mi chiedevo come poter gestire il vantaggio: rallentare così da non rischiare di scoppiare? Alzare il ritmo in modo da aumentare il margine di stacco dal secondo in previsione di tracciati che mi avrebbero potuto mettere in difficoltà? Mantenere l’andatura attuale? Boh…

Una corsa di 10 km non facili a causa del vento (spesso contrario) assai fastidioso e del percorso sterrato.

Alla fine quindi ho optato per la “sensazione”. Mi sono fatto guidare dal buon senso: ho aumentato il ritmo sull’asfalto e ho assecondato il naturale rallentamento sullo sterrato.

La soddisfazione è doppia perché trattandosi della prima edizione di un Memorial molto importante per la squadra A.S.D. Gualtieri si può dire che sia forse la più importante, quella di cui tutti si ricorderanno.

Quello che però voglio dire è che non serve essere dei super atleti per vincere una corsa, a volte anche un tapascione ben allenato può avere le sue soddisfazioni. Allenamento, sana alimentazione e partecipazione a tutte le camminate domenicali prima o poi danno buoni frutti.

Siete pronti a vincere la vostra prima corsa?

ZizzaniaRun!

Quando la pace sembra regnare, quando i runner pensano solo a divertirsi, quando tutto sembra filare liscio non preoccupatevi, arriva ZIZZANIARUN!

Runner zizzaniarun

Personaggio alquanto ambiguo, lo si vede spesso alle tapasciate della domenica. Lo si riconosce dai i suoi tratti caratteriali spesso inclini alla polemica sterile. Ecco come riconoscerlo:

  • Paga 1.50 euro il pettoralino e si lamenta del costo;
  • Critica i ristori a prescindere da quello che offrono. In altra camminate, a cui è stato solo lui, c’era il doppio della roba…sempre;
  • Ha partecipato a competitive a cui con 8 euro di iscrizione davano: maglia tecnica, telo doccia, integratori, frutta, acqua, scaldacollo, bagnoschiuma e ingresso gratuito al pizza party dove potevi abbuffarti a tutta gallara;
  • E pronto ad accusare chiunque d’aver tagliato il percorso solo perchè “non l’ho visto sorpassarmi”;
  • Appena viene a sapere di qualche runner infortunato non perde il momento di raccontare in giro che lui l’aveva avvisato;
  • Discute dei tempi al km degli altri manco fosse Gigliotti;
  • Adora fare il saputello quando qualcosa va storto;
  • Su Facebook partecipa a qualsiasi discussione, il suo obiettivo è screditare qualcuno;
  • Accende la miccia della polemica anche quando tutto tace tranquillo;
  • Si autoprofessa esperto di qualsiasi cosa;
  • Si lamenta del tè troppo zuccherato ai ristori;
  • Si lamenta del tè poco zuccherato ai ristori;
  • Lui, la gara, l’avrebbe organizzata meglio;
  • La domenica si presenta con il solito saluto: “Questa mattina si stava bene a letto“;
  • Appena prima della partenza deve sempre fare la solita battuta: “Partiamo ai 3.30 e poi allunghiamo“;
  • Per lui le diete pre maratona sono tutte delle cazzate;
  • Parte prima ma poi si lamenta dei podisti più veloci che gridano “permesso” per farlo spostare (di solito inveisce con un “Abbiamo capito che sei più veloce“);
  • Ai ristori si ferma a bere e polemizza se non è collocato precisamente al quinto km come da regolamento;
  • Il pacco gara non va mai bene. Spesso gli senti dire: “La pasta me l’hanno data anche domenica scorsa“;
  • Si lamenta della musica alla partenza è sempre troppo alta per lui.

 

E voi ne conoscete di ZIZZANIARUN?

Ciao da Tapascione

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