10 cose da NON dire MAI ad un Runner

Ecco 10 frasi che ogni Runner ha cancellato dal proprio vocabolario.

 

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  • NON ESAGERARE. Quelli che danno questo illuminante consiglio, sono poi gli stessi che ogni domenica partecipano a delle competitive in cui c’è da tirarsi il collo.
  • A CHE ORA TORNI? Questa solitamente è la domanda del compagno o compagna del runner che sta per uscire per il suo allenamento serale. Il modo migliore per mettere nella testa del podista, il tarlo del “Torna a casa presto”. Farà quindi tutto l’allenamento con l’ansia da rientro.
  • TE L’AVEVO DETTO. Vi siete infortunati, avete corso più lenti rispetto al solito, avete sbagliato l’acquisto di un paio di scarpe c’è sempre un cacacazzo che deve dirvi che ci aveva avvisato.
  • VEDRAI CHE OGGI VAI FORTE. Porta più sfiga del “buona pesca” detto ai pescatori, del gatto nero che attraversa la strada, degli “auguri” fatti ad un attore prima di salire sul palco. Non c’è rimedio contro una iettatura del genere. Toccarsi i maroni non basterà. L’unica soluzione è ritirarsi.
  • IO MI FAREI VEDERE. Che tu ti sia strappato i legamenti o ti sia sbucciato un ginocchio c’è sempre un runner che ti consiglia d’andare da un medico a farti vedere. Della serie: “Ti metto ansia da infortunio“. Lo stesso runner che la domenica, pur di non saltare una tapasciata, si presenterebbe in stampelle. Fate come dico ma non fate come faccio.
  • MA IL PRIMO QUANTO CI HA MESSO? Questa solitamente è la domanda che fa chi non capisce nulla di corsa ma che, sulla base del tempo che ci ha messo il primo, si fà un’idea di quanto tu sia scarso. “Ho fatto la maratona e ci ho messo 3 ore e 30“, “Bravo, ma il primo quanto ci ha messo?“, “2 ore e 15“, “Ah…“. Ah, un cazzo!
  • ABBIAMO FINITO LA TUA TAGLIA. L’iscrizione ad una corsa, diciamo seria, solitamente ha un costo importante e spesso comprende anche un pacco gara comprendente la maglia tecnica. Il sentirsi dire, al momento del ritiro del pacco, abbiamo finito la taglia, mi fa imbestialire. Le cose sono 2: o ti organizzi stampando più maglie oppure chiedi la taglia al momento dell’iscrizione.
  • DOMENICA DOBBIAMO ANDARE ALL’IKEA. Tu avevi sicuramente previsto il lungo pre maratona e, senza che sapessi nulla, ti hanno infilato la giornata fra mobili componibili e candele profumate. So di runner che sono andati a correre fra i capannoni della zona industriale, mentre la moglie era dentro il Centro Commerciale a vedere mobili.
  • CORRI ANCORA? Per alcuni non è chiaro che essere Runner non significa avere un vizio. Si tratta di una sana abitudine che è sempre stata celata nel fondo del nostro spirito ma che, una volta scoperta, non è più possibile abbandonare.
  • SEI TROPPO MAGRO. Quante volte amici o parenti vi hanno detto che siete troppo magri? Il 90% delle volte il runner è normopeso ma le guance leggermente scavate, lo fanno sembrare un podista del Biafra. Smettetela di dirci che siamo troppo magri. Non è vero. Facciamo una vita sana e curiamo l’alimentazione e il fatto di non bere vino o mangiare il dolce a fine pasto, non è per noi un sacrificio ma uno dei tasselli della nostra attività sportiva che tanto amiamo.

Fatemi sapere se ci sono altre frasi che vi fanno letteralmente imbestialire!

 

 

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Runner, maestro di incastri

ATTENZIONE. NON FATE LEGGERE QUESTO ARTICOLO AI COMPAGNI O ALLE COMPAGNE DI UN RUNNER.

Se avessi il tempo correrei anche io“. Quante volte noi runner ci siamo sentiti dire questa frase dai nostri amici?  Eppure abbiamo una vita come tutti gli altri. Anzi, a dir la verità, siamo sempre di corsa.

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Spesso corriamo con in testa il nostro garbuglio di cose da fare, incastri, orari, uscite, entrate, spese, bollette, revisioni, bambini, scuole, riunioni, clienti, cene fuori, vacanze da organizzare, pulizie del sabato mattina, iscrizioni da fare a gare a cui vogliamo partecipare, tabelle da mettere giù, telefonate da fare, appuntamenti da prendere. Insomma, di cose ce ne sarebbero altre mille…

Eppure, riusciamo a fare tutto. Anzi, spesso la corsa ci aiuta a resettare tutto e a vedere le cose sopra citate in modo più chiaro. Chissà quanti di voi sono tornati da una corsa con la soluzione ad un problema che da tempo cercavate di risolvere.

Stasera avremmo un 12 ma nostra moglie ci chiama e dice che alle 18 dobbiamo essere a casa per stare con la bimba? Nessun problema: corriamo durante la pausa pranzo.

Domani avremmo un 15 ma a pranzo siamo con un cliente e alla sera fuori a cena?  Un piccolo sforzo e alle 6.30 del mattino siamo lì che salutiamo i netturbini!

Insomma, noi runner in un qualche modo riusciamo ad infilare la corsetta all’interno delle nostre giornate.

Ho sempre pensato che le scuse siano alibi per non fare delle cose. Il podista invece l’ho sempre ammirato. Per lui non ci sono cazzi; quando è giornata di allenamento, pioggia o neve, è fuori a correre.

Adesso vi svelo un segreto (speriamo che questo post non lo leggano i compagni o le compagne dei runner). Noi podisti siamo maestri negli incastri organizzati.

Il compagno o la compagna del runner vogliono andare in vacanza in Puglia? Nessun problema. Il Runner si fa carico di impegnarsi nella “dura” organizzazione del viaggio. Stranamente, durante lo stesso periodo in cui saranno in Puglia, sarà organizzata una mezza maratona in cui anche i master vanno a premio. Il runner che è anche un grande attore, se ne accorgerà solo il giorno prima leggendo il giornale locale. Ne parlerà sotto l’ombrellone e simulerà disinteresse per la cosa facendo invece di tutto per farsi convincere a partecipare. Non dirà mai che era già iscritto da 3 mesi, ma questo è un segrete che rimane all’interno di questo articolo.

Le cene sono sempre un trauma per un runner. Vive la dieta in simbiosi con l’attività sportiva. Domenica mattina c’è un 21 competitivo, il sabato vorresti farti una cena a base di carboidrati ma gli amici ti invitano a cena fuori da “GIGI IL FRIGGIONE”! Cazzo, non li vedi mai, non puoi dargli buca. Calma e sangue freddo. Analizziamo le varie supercazzole: febbre? bambino da tenere? allergia al fritto? cavallette? porto la pasta in bianco da casa? Il runner a questo punto tira fuori il coniglio dal cappello: semplicemente dice la verità. “Ragazzi, il giorno dopo ho una gara e non posso mangiare fritto. Tutti a casa mia per una serata a base di piadine fatte in casa con crudo, birra e proiezione del film Porno Soft “Amore, vai pure a fare la mezza con i tuoi amici che ne approfitto per fare aggiustare il tubo che perde dall’idraulico”.

 

Mentre siete lì che guardate il film non preoccupatevi se vi sorge qualche dubbio.