Parti da zero e raggiungi l’obiettivo dei 15 km in 15 settimane!

Vuoi iniziare a correre? Parti con il piede giusto!

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La tabella del 15 è una tabella che mi sono inventato quando ho iniziato a correre. Una serie di regole che ruotano “magicamente” intorno al numero 15.

  • 15% di peso in più. Correre è uno sport molto traumatico. Se poi lo si fà con dei chili di troppo è devastante. Il mio consiglio è di iniziare a correre solo se il proprio peso non supera più del 15% il proprio peso forma. Ad esempio: se il tuo peso forma è intorno ai 58 kg (normopeso) e attualmente ne pesi 74, il mio consiglio è di iniziare a correre non prima d’aver raggiunto i 67 kg.
  • 15 km. Datti come obbiettivo una media distanza. Tanti dicono che l’obbiettivo più giusto, per chi inizia a correre, siano i 10 km. Io non sono d’accordo. Ritengo che 10 km siano una distanza fattibilissima, raggiungibile senza grossi sforzi. 15 km sono invece “ad un passo” da una mezza maratona. Mentalmente apre le porte a mille stimoli. Una volta arrivati a 15 si avrà voglia di raggiungere i 21 e una volta raggiunti i 21….la maratona.
  • 15 minuti di stretching. Importantissimo. Dedicate tempo allo stretching e non solo se avete qualche dolore ma fatelo come abitudine ad ogni fine corsa. Va bene anche a qualche ora dalla fine dell’allenamento. Magari mentre guardate il film delle 21.

Non è facile consigliare una tabella con cui iniziare a correre.

In collaborazione con la Personal Trainer Rosa Alfieri, vi presentiamo una tabella per chi, partendo da zero, vuol raggiungere l’obiettivo dei 15 km in 15 settimane.

TABELLA 

Prima settimana + seconda settimana

Lun – 15 minuti di camminata veloce + 15 minuti di stretching + 15 minuti di core stability

Mer – 15 minuti di camminata veloce + 15 minuti di stretching

Ven – 12 minuti di camminata veloce + 3 minuti di jogging + 15 minuti di stretching

Sab – 15 minuti di esercizi posturali + 15 minuti di stretching + 15 minuti di core stability

Terza settimana

Lun – 15 minuti di camminata veloce + 3 minuti di jogging + 15 minuti di stretching + 15 minuti di core stability

Mer -15 minuti di camminata veloce + 3 minuti di jogging + 15 minuti di stretching

Ven – 15 minuti di cv + 5 minuti di jogging + 15 minuti di stretching + 15 minuti di core stability

Sab – 15 minuti di esercizi posturali + 15 minuti di stretching

Quarta settimana

Lun – Riscaldamento con 5 minuti di camminata veloce + 5 minuti di stretching

5 minuti di jogging + 2 minuti di camminata veloce (x 2)

5 minuti di camminata normale + 15 minuti di stretching

Merc – Riscaldamento con 5 minuti di camminata veloce + 5 minuti di stretching

3 minuti di jogging + 1 minuto di camminata veloce (x 4)

5 minuti di camminata normale + 15 minuti di stretching

Ven – Riscaldamento con 10 minuti di camminata veloce + 5 minuti di stretching

3 minuti di jogging + 1 minuto di camminata veloce (x 4)

5 minuti di camminata normale + 15 minuti di stretching

Sab – 15 minuti di esercizi posturali + 15 minuti di stretching

Sesta settimana

Lun – Riscaldamento con 5 minuti di camminata veloce + 5 minuti di stretching

10 minuti di jogging + 5 minuti di camminata veloce (x 2)

5 minuti di camminata normale + 15 minuti di stretching

Mer – Riscaldamento con 5 minuti di camminata veloce + 5 minuti di stretching

8 minuti di jogging + 4 minuti di camminata veloce (x 4)

5 minuti di camminata normale + 15 minuti di stretching

Ven – Riscaldamento con 5 minuti di camminata veloce + 5 minuti di stretching

9 minuti di jogging + 5 minuti di camminata veloce (x 4)

5 minuti di camminata normale + 15 minuti di stretching

Sab – 15 minuti di esercizi posturali + 15 minuti di stretching

Settima settimana

Lun – Riscaldamento con 5 minuti di camminata veloce + 5 minuti di stretching

1 km di jogging + 500 metri di camminata veloce (x 4)

5 minuti di camminata normale + 15 minuti di stretching

Mer – Riscaldamento con 5 minuti di camminata veloce + 5 minuti di stretching

1 km di jogging + 500 metri di camminata veloce (x 4)

5 minuti di camminata normale + 15 minuti di stretching

Ven – Riscaldamento con 5 minuti di camminata veloce + 5 minuti di stretching

1,5 km di jogging + 500 metri di camminata veloce (x 3)

5 minuti di camminata normale + 15 minuti di stretching

Sab – 15 minuti di esercizi posturali + 15 minuti di stretching

Ottava settimana

Lun – Riscaldamento con 5 minuti di camminata veloce + 5 minuti di stretching

1,5 km di jogging + 500 metri di camminata veloce (x 4)

5 minuti di camminata normale + 15 minuti di stretching

Mer – Riscaldamento con 5 minuti di camminata veloce + 5 minuti di stretching

1,5 km di jogging + 500 metri di camminata veloce (x 4)

5 minuti di camminata normale + 15 minuti di stretching

Ven – Riscaldamento con 5 minuti di camminata veloce + 5 minuti di stretching

1,5 km di jogging + 500 metri di camminata veloce (x 4)

5 minuti di camminata normale + 15 minuti di stretching

Sab – 15 minuti di esercizi posturali + 15 minuti di stretching

Nona settimana

Lun -Riscaldamento con 2 km di jogging + 5 minuti di stretching

2 km di corsa ritmo a cui si riesce a parlare+ 500 metri di camminata veloce (x 4)

5 minuti di camminata normale + 15 minuti di stretching

Mer – Riscaldamento con 2 km di jogging + 5 minuti di stretching

150 metri scatti veloci ritmo ripetute + 150 metri camminata (x 6)

15 minuti di corsetta lenta + 15 minuti di stretching

Ven – Riscaldamento con 2 km di corsa lenta + 5 minuti di stretching

2 km di corsa ritmo a cui si riesce a parlare + 500 metri di camminata veloce (x 4)

5 minuti di camminata normale + 15 minuti di stretching

Sab – 15 minuti di esercizi posturali + 15 minuti di stretching

Decima settimana

Lun -Riscaldamento con 2 km di jogging + 5 minuti di stretching

2,5 km dicorsa ritmo a cui si riesce a parlare + 200 metri di camminata veloce (x 4)

5 minuti di camminata normale + 15 minuti di stretching

Mer – Riscaldamento con 2 km di jogging + 5 minuti di stretching

150 metri scatti veloci ritmo ripetute + 150 metri camminata (x 7)

15 minuti di corsetta lenta + 15 minuti di stretching

Ven – Riscaldamento con 2 km di corsa lenta + 5 minuti di stretching

2,5 km dicorsa ritmo a cui si riesce a parlare + 200 metri di camminata veloce (x 4)

5 minuti di camminata normale + 15 minuti di stretching

Sab – 15 minuti di esercizi posturali + 15 minuti di stretching

Dom – Partecipa ad una tapasciata domenicale. Iscriviti ad una gara su una distanza di 5                     km e falla senza spirito competitivo. Ma ricordati comunque di dare il massimo.

Undecisima settimana

Mart -Riscaldamento con 2 km di jogging + 5 minuti di stretching

3,5 km dicorsa ritmo a cui si riesce a parlare + 200 metri di camminata veloce (x 3)

5 minuti di camminata normale + 15 minuti di stretching

Giov – Riscaldamento con 2 km di jogging + 5 minuti di stretching

2 km di corsa ritmo a cui si riesce a parlare + 500 metri di corsa veloce, ritmo a cui                   non si riesce a parlare. (x 4)

Sab – Riscaldamento con 2 km di corsa lenta + 5 minuti di stretching

3,5 km dicorsa ritmo a cui si riesce a parlare + 200 metri di camminata veloce (x 3)

5 minuti di camminata normale + 15 minuti di stretching

Dom – 15 minuti di esercizi posturali + 15 minuti di stretching

Dodicesima settimana

Lun – Riscaldamento con 2 km di jogging + 5 minuti di stretching

5 km dicorsa ritmo a cui si riesce a parlare + 1 km di corsa veloce, ritmo a cui                             non si riesce a parlare. (x 2)

5 minuti di camminata normale + 15 minuti di stretching

Mer – Riscaldamento con 2 km di jogging + 5 minuti di stretching

200 metri scatti veloci ritmo ripetute + 200 metri camminata (x 10)

Defaticamento con 3 km di jogging

Ven – Riscaldamento con 2 km di corsa lenta + 5 minuti di stretching

3 km di corsa ritmo a cui si riesce a parlare + 1 km di corsa a veloce, ritmo a cui non si            riesce a parlare (x 3)

Defaticamento con 3 km di jogging

Sab – 15 minuti di esercizi posturali + 15 minuti di stretching

Tredicesima settimana

Lun – Riscaldamento con 2 km di jogging + 5 minuti di stretching

8 km dicorsa ritmo a cui si riesce a parlare

5 minuti di camminata normale + 15 minuti di stretching

Mer – Riscaldamento con 3 km di jogging + 5 minuti di stretching

200 metri scatti veloci ritmo ripetute + 200 metri camminata (x 10)

Defaticamento con 3 km di jogging

Ven – Riscaldamento con 3 km di corsa lenta + 5 minuti di stretching

3 km di corsa ritmo a cui si riesce a parlare + 1 km di corsa a veloce, ritmo a cui non si            riesce a parlare (x 3)

Defaticamento con 3 km di jogging

Sab – 15 minuti di esercizi posturali + 15 minuti di stretching

Quattordicesima settimana

Lun – Riscaldamento con 1 km di jogging + 5 minuti di stretching

8 km dicorsa ritmo a cui si riesce a parlare

5 minuti di camminata normale + 15 minuti di stretching

Mer – Riscaldamento con 3 km di jogging + 5 minuti di stretching

200 metri scatti veloci ritmo ripetute + 200 metri camminata (x 10)

Defaticamento con 3 km di jogging

Ven – Riscaldamento con 1 km di corsa lenta + 5 minuti di stretching

4 km di corsa ritmo a cui si riesce a parlare + 1 km di corsa a veloce, ritmo a cui non si            riesce a parlare (x 3)

Defaticamento con 2 km di jogging

Sab – 15 minuti di esercizi posturali + 15 minuti di stretching

Quindicesima settimana

Lun – Riscaldamento con 1 km di jogging + 5 minuti di stretching

8 km dicorsa ritmo a cui si riesce a parlare

5 minuti di camminata normale + 15 minuti di stretching

Mer – Riscaldamento con 3 km di jogging + 5 minuti di stretching

200 metri scatti veloci ritmo ripetute + 200 metri camminata (x 10)

Defaticamento con 3 km di jogging

Ven – 30 minuti di corsetta lenta

Sab – 15 minuti di esercizi posturali + 15 minuti di stretching

Dom – Gara 15 km

 

11 regole per iniziare a correre oggi!

Correndo da tanti anni ed avendo iniziato da zero, spesso mi trovo a dover rispondere alla domanda: Ma davvero prima non correvi?

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La gente pensa che correre sia un’impresa talemente ardua che, o sei geneticamente predisposto e quindi a 3 anni avevi già dato atto del tuo talento facendo un 5000 in 19.32 oppure la cosa è impossibile.

Cari amici, si può iniziare a correre a qualsiasi età. Sembra impossibile ma anche io, come tantissimi runner, ho iniziato dopo i 30 anni.

Da dove iniziare?

  • Fai una visita medica presso gli ambulatori della medicina dello sport. Già che ci sei fai una visita per attività sportiva agonistica. Costa intorno ai 50 euro ma metti che ti venga voglia di fare una garetta…
  • Fai una visita per capire che tipo di appoggio hai: prontatore, supinatore o neutro? Entra in un negozio da running specializzato, sapranno sicuramente consigliarti la scarpa giusta. Spenderai forse qualcosa in più ma te ne saranno grati tendini e ginocchia. Come dico sempre io: La vita è troppo breve per correre con scarpe di merda. 
  • Datti un obiettivo. Qualsiasi esso sia: dimagrire, fare una gara, provarci con una tipa o un tipo che già corre. Insomma, qualsiasi cosa a patto che sia un obbiettivo che ti imponi di raggiungere.
  • Segui una dieta sana e bilanciata. Ti aiuterà a correre meglio e anche ad infortunarti meno. Ultime ricerche dimostrano che chi ha un’alimentazione sana e corretta corre meno il rischio di andare incontro ad infiammazioni.
  • Vestiti in modo adeguato. Utilizzare materiale tecnico adatto ha tanti aspetti positivi, non ultimo quello di aiutarti a mantenere una corretta temperatura corporea. Inoltre non vestirti troppo o troppo poco. Valuta attentamente cosa indossare tenendo presente il fatto che durante la corsa ti verrà caldo.
  • Orologio o cellulare? Utilizza uno strumento che possa cronometrare il tuo passo e misurare il tuo percorso. Esistono orologi a buon prezzo che potrebbero fare al caso tuo, oppure installa un’APP sul cellulare. Per iniziare andrà benissimo. Questo ti servirà per monitorare i tuoi allenamenti.
  • Segui una tabella che ti aiuti a raggiungere il tuo obbiettivo.
  • Non forzare i tempi. Ho visto runner partire da zero e vederli a fare una mezza maratona dopo 3 mesi. Poi li ho visti entrare nel tunnel delle fisioterapie. Il corpo ha bisogno di tempo per entrare in relazione con il nuovo stile di vita. Anni di sedentarietà si fanno sentire.
  • Ascolta il tuo corpo. Alcuni dolori sono normali mentre altri non vanno presi sotto gamba. Ai primi segnali confrontati con un podista “navigato”. Riconoscerà i tuoi fastidi e saprà consigliarti.
  • Ricordati lo stretching. Dopo anni che è sono stati assodati i benefici dello stretching sento ancora runner dire “non lo faccio mai“. Lo stretching non è una cosa in più, fa sempre parte della corsa. Come il recupero fra una ripetuta e l’altra o come il riscaldamento prima di una gara. Meglio fare 2 km in meno di allenamento pur di trovare 10 minuti di tempo per lo stretching. Non solo è piacevole, ma tiene lontano da infortuni quali: infiammazioni ai tendini, alla bandelletta, mal di schiena e tanto altro.
  • Divertiti. “La prime volte è stata dura, pensavo che correre non era cosa per me. Poi ho scoperto le endorfine e mi si è aperto un mondo“. Questa frase la giro a tutti quelli che mi dicono che la corsa non fa per loro. Fai il tuo passo, non importa se sarai lento o veloce. Pensa solo a divertirti, godere dei benifici della corsa e a stare bene.

 

Borsa della gara. Cosa portare?

La borsa del RUNNER che non deve chiedere MAI!

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Il sabato sera preparo la borsa per la tapasciata della domenica e non manca volta che dimentico qualcosa. Ho deciso di fare la lista perfetta per fare in modo di ricordarmi tutto:

  • Tuta della società. La indosso appena alzato.
  • Smanicato nero della Craft. Perfetto in caso di pioggia
  • Mezza manica compressiva della Diadora. Da usare in gara sotto la canotta della Società
  • Scarpe Saucony Ride 9. Perfette pre e post gara.
  • Tappetino per la doccia
  • Occhiali da sole
  • Cappellino bianco Salomon da gara. Leggero e traspirante. Mi aiuta a non prendere il sole sulla “pelata” e a bloccare il sudore della fronte. Odio quando arriva sugli occhi
  • Canotta della società da indossare in gara
  • Smanicato compressivo prima pelle della Craft. Di solito lo utilizzo sotto la canotta della società al posto della mezza manica della Diadora. Dipende dalla temperatura.
  • Pantaloncino Salomon per gara
  • Calze Oxyburn compressive da gara. Ottime per lunghe distanze.
  • Cappellino Zoot per post gara
  • T-shirt per post gara di una gara a cui ho partecipato in passato.
  • Slip per post gara
  • Borsina per abbigliamento sudato
  • Calze di cotone per post gara
  • Bottiglietta d’acqua. Da bere durante il viaggio di rientro
  • Manicotti della Nike. A volte li uso durante il riscaldamento pre gara o durante le gare con meno di 7/8 gradi
  • Scarpe ride 8 da gara
  • Elastico FitBand Domyos per stretching post gara. Prima di ripartire per tornare a casa, 10 minuti di stretching non me li leva nessuno
  • Deodorante
  • Vasellina. La uso spesso nei piedi e sui capezzoli
  • Acqua ossigenata. La uso per pulire la zona in cui metto il taping
  • Taping e forbice. Nastro utilissimo per la mia rotula bipartito e i miei tendini
  • Carta assorbente, utile per pulire con l’acqua ossigenata la zona in cui metto il taping
  • Orologio Garmin
  • Spille a calamita per pettorale
  • Certificato medico
  • Integratori
  • Cerotti in caso di vesciche
  • Oki, in caso di qualsiasi tipo di dolori
  • Ciabatte per doccia
  • Accappatoio
  • Bagnoschiuma

Che dite, ho dimenticato qualcosa?

Runner a colpi di Virgate.

Estate del 1986, ricordo ancora quei pomeriggi calabresi, a casa di mia nonna Annunziata.

ANNUNZIATA

Alle 14.30 c’era talmente tanto caldo che anche le cicale si zittivano e andavano ammare a fare il bagno. A quell’ora, e con mia nonna, un bambino poteva fare solo 3 cose: dormire, stare sotto l’ombrellone finché non erano passate le 3 ore della digestione, andare da zio Vincenzo.

Ma andiamo ai fatti.

Avevo 7 anni. Credo sia stato quello il periodo della mia vita in cui imparai che correre non era semplicemente sudare, ma dover tagliare la finish line (porta di casa) entro un determinato tempo. Quello che oggi chiamiamo il personal best. Ecco, essere andato dallo Zio Vincenzo significò che da lì a breve sarebbe iniziato il periodo del carico di allenamenti.

I ruoli erano così divisi: Nonna Annunziata era il Personal Coach, Zio Vincenzo il Runner Motivator ed io ero l’atleta che doveva fare il personal best.

Ma cosa succedeva?

Quando arrivavano le due e mezza del pomeriggio significava che, se non si era in spiaggia sotto l’ombrellone, era arrivata l’ora della pennichella pomeridiana. Figuratevi, un bambino di 7 anni che dovrebbe andare a dormire. Avevo voglia di giocare, correre, sudare, andare in cortile a guardare cosa facevano i ragazzi più grandi insomma, quelle cose lì. Con nonna Annunziata questo non era possibile. A letto o niente. Al massimo potevo guardare la televisione, ma solo dopo aver fatto almeno un’oretta di sonno. Solitamente dormivo talmente poco che mi svegliavo sempre prima di lei e andavo davanti alla tv a guardarmi qualche film. All’epoca tutti i pomeriggi passavano delle pellicole di due attori diventanti poi fra i miei preferiti: Franco e Ciccio. Dormire il pomeriggio non mi piaceva; quando arrivava l’orario fatidico io scappavo per casa rischiando di far venire un infarto a mia nonna che non riusciva a prendermi.

Un giorno Annunziata mi disse (in calabrese):”Non vuoi venire a letto? Allora vai da zio Vincenzo e fatti dare una Virga”. Io ero un bambino innocente, del nord. Venivo in Calabria solo per le ferie. All’epoca abitavo a Sant’Ilario d’Enza, piccolo paese fra Reggio Emilia e Parma. Cosa volete che ne sapessi di cosa fosse una Virga.

Presi l’occasione al balzo! Decisi che, pur di non andare a letto, sarei stato disposto ad affrontare il caldo delle 14.30 ed andarmi a fare un giretto fino a casa di mio zio Vincenzo, circa ad 800 metri di distanza. All’epoca ci si faceva meno problemi a mandare in giro un ragazzino di 7 anni.

Arrivato a casa di mio zio bussai alla porta e, dopo aver bevuto un bel bicchiere d’acqua, gli dissi: “La nonna mi ha mandato a prendere una Virga”. Lui sorrise e mi disse “Chi cumbinasti? (cos’hai combinato). Subito non diedi peso a quella domanda e a dir la verità non riuscii neanche ad immaginare cosa dovesse darmi. Forse qualcosa da mangiare? Forse un regalo per me?

Lo seguii e vidi che si dirigeva verso un albero d’ulivo. Prese un ramo, lo spezzò come fosse Gesù Cristo con il pane ed iniziò a togliergli tutte le foglie fino a lasciarlo nudo. Tipo un frustino….

Tutto contento tornai a casa da mia nonna. Si erano fatte circa le 15.30. Entrai in casa, andai sul balcone e la vidi che mi aspettava. Gli diedi quello strano ramo d’ulivo che nel mio immaginario era associato alla pace, portato nel becco della colomba bianca. Ecco appunto, nel becco della colomba bianca e non nelle mani di mia nonna.

Una volta che ebbe fra le mani lo scettro del potere mi ripeté la domanda: “Vai a farti mezz’ora di sonno?”. A qual punto, quasi in concomitanza con il mio no e con lo scatto per la mia fuga, capii cos’era la Virga. Una pazzesca sfibbiata sui quadricipiti con conseguente silacco lividinoso** mi paralizzò la fuga. Il bruciore era talmente bruciante che correre sarebbe stato impossibile e disubbidire sconveniente. Quell’arma, associata alla zelante insensibilità di mia nonna, era inaffrontabile anche per un piccolo runner scaltro e strafottente come me.

Da quel giorno, sotto l’ombra sempre presente della Virga, il mio Personal Coach mi obbligava ad allenamenti estenuanti: “Vai a prendere il pane e torna entro 10 minuti”, “Vai dal macellaio e prendi quattro fettine di vitello, ti guardo dal balcone e vedi di non fermarti a chiaccherare”.  Fermarsi a dare due calci ad un pallone con qualcuno che si incontrava per strada significava dover recuperare a ritmo di ripetute. Insomma, era tutta una corsa.

Non ho mai perdonato mio zio Vincenzo per aver assecondato sua madre, dandogli in mano un’arma così pericolosa. Anni dopo mi disse: “Dovevi imparare a correre più forte della Virga”. Che grande Runner Motivator.

Non vorrei che di mia nonna, da questo racconto, ne uscisse un quadro di una donna severa, rigida e dal cuore di pietra. In effetti, a volte, era pure peggio. Gli ultimi giorni di vacanza mia nonna riuscì a farmi arrivare al punto che, dopo aver dormito e prima di fare i giochi, recitassi tutto un rosario seduto al suo fianco.

Per finire.

Ricordo ancora quel giorno in cui mi arrampicai sulla vetrinetta della sala da pranzo, rischiando di cadere tirandomi dietro quell’enorme mobile di formica, solo per arrivare a prendere la Virga che era stata attentamente nascosta sull’ultimo ripiano. Appena avuta tra le mani non aspettai neanche il tempo di scendere che la ruppi in una ventina di pezzettini per poi gettarla dal balcone.

Avevo però capito la lezione: rispetta sempre la tabella e non fare mai arrabbiare il tuo Personal Coach.

*La Virga la scrivo con le V maiuscola per rispetto e perchè ancora oggi, il solo nominarla, mi mette in soggezione.

**Silacco: sfregio lasciato da una botta o da un colpo. Di solito si definisce silacco una ferita senza fuoriuscita di sangue di forma lunga e sottile.

 

Revisione e correzione by Andrea Piras

 

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Olimpiadi Rio 2016, curiosità

Finite le olimpiadi di Rio 2016.

Torcia teodoforo

Ecco un piccolo riassunto di quello che ci è rimasto più impresso:

  • Non esiste solo il calcio;
  • In Italia abbiamo alcuni fra gli atleti più forti del mondo;
  • Zaytves (nazionale italiana di Volley) è capace di lanciare una palla a 122 km/h;
  • Anche il San Marino era presente a Rio 2016 con 4 atleti;
  • Anche un medico può allenarsi nei ritagli di tempo e diventare il “tapascione” più veloce della storia. Maratona femminile chiusa in 2h 33’29” (grande Catherine Bertone);
  • Il caso Schwazer ha troppe ombre e molti dubbi;
  • Se esistesse una squadra composta da atleti europei faremmo il culo a capanna agli USA;
  • Bolt (3 ori vinti, 24 in tutta la carriera) è l’uomo più veloce mai esistito sulla faccia della terra;
  • La nazionale olimpica di calcio non era presente a Rio 2016 perchè non si era qualificata (semplice ma non tutti lo sapevano);
  • Baldini e Bordin rimangono gli unici italiani ad aver vinto una maratona olimpica (entrambi allenati da Gigliotti);
  • La nazionale italiana di Volley ha vinto un argento ma in Italia è uno sport ancora troppo “bistrattato” e a fine stagione si fa sempre fatica a far quadrare i conti (messaggio subliminale alle aziende);
  •  Il marciatore francese Yohann Diniz si è cagato addosso durante la 50 km di marcia. Ha scambiato la grossa per una scureggia;
  • Eaton Ashton ha vinto la medaglia d’oro nel Decathlon. Significa essere in grado di primeggiare in 10 sport. Un mostro;
  • Le olimpiadi di Rio 2016 hanno assegnato 28 medaglie ad atleti Russi, quasi tutti ex dopati. Il CIO ha fatto un gran casino;
  • A Rio 2016 erano presenti 11.000 atleti, di questi, 120 avevano già subito una condanna per doping;
  • L’atleta Kirghizo Izzat Artykov, sollevamento pesi, è risultato positivo ad uno stimolate, la stricnina! Sostanza che un tempo veniva usata come veleno per topi;
  • L’atleta più giovane è stata la nepalese Gaurika Singh di 13 anni;
  • Lord of the Drinks. Ecco come è stato ribattezzato Yuri Van Gelder, l’atleta specializzato negli anelli beccato ad uscire dal villaggio olimpico per andarsi ad ubriacare nei locali di Rio. Eliminato dai giochi Olimpici per violazione del codice etico;
  • L’atleta uzbeka Oksana Chusovitina ha partecipato alla sua settima Olimpiade;
  • Phelps, il nuotatore più forte di tutti i tempi. A rio ha vinto 5 ori. Mai nessuno come lui. Ora si ritirerà dal mondo sportivo agonistico;
  • Pelè è incazzato. Non gli dev’essere andato giù il fatto di non aver fatto da ultimo teodoforo;
  • Purtroppo Nibali (vincitore del giro d’Italia 2016) ha visto sfumare il sogno olimpico a causa di una caduta che gli ha riportato la doppia frattura alla clavicola;
  • Per colpa di 18 centesimi, Federica Pellegrini si è vista massacrare da giornali e Social Network. Troppe aspettative forse. Ma rimane il fatto che non si ha rispetto neanche per un’atleta che non ha nulla da dimostrare e che rimane una delle più forti nuotatrici italiane di tutti i tempi;
  • Tutti si chiedono perchè Ri-Se Gwang, oro nel volteggio per l’atleta Nord Coreano, non è mai stato visto sorridere. Neanche sul podio. Provateci voi con gli ufficiali statali Nord Coreani che controllano ogni tuo passo, il cellulare sequestrato, il divieto di avere contatti con l’esterno del Villaggio Olimpico, il divieto di parlare con atleti di altre nazionalità e il divieto di visitare Rio.

 

Le Olimpiadi dovrebbero insegnarci i valori di tolleranza, pace e fratellanza. Ma sopratutto che lo sport può aiutarci a superare qualsiasi appartenenza religiosa, culturale e politica. Credete si siano riusciti?

Credits Foto: Ververidis Vasilis / Shutterstock.com

<a href=”http://www.shutterstock.com/gallery-1100387p1.html?cr=00&pl=edit-00″>Ververidis Vasilis</a> / <a href=”http://www.shutterstock.com/editorial?cr=00&pl=edit-00″>Shutterstock.com</a&gt;

Cos’è un Tapascione?

Visto che mi sono indegnamente appropriato della definizione di Tapascione, in tanti mi chiedono cosa significhi.

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Solitamente si usa questa terminologia per indicare chi corre piano ma è una ideologia sbagliata. Basti pensare che tanti giornali titolavano qualchesettimana fa: “Bertone alle olimpiadi, il sogno dei tapascioni si avvera”. La Bertone è una dottoressa che non corre per una società militare e non si allena due volte al giorno. E una runner come tutti noi, che con passione e dedizione è riuscita ad ottenere grandi risultati e a realizzare un sogno: fare il tempo minimo (1:15.06 ad Amsterdam) per riuscire ad essere selezionata dal coach Magnani ed andare alle Olimpiadi di Rio. Questo non significa che tutti i tapascioni potranno raggiungere l’obiettivo d’andare ad una olimpiade, anche perchè serve un aiutino da madre natura, ma che se si ha la fortuna di essere dotati e ci si allena con abnegazione, si possono sognare obbiettivi importanti. Tornando quindi al discorso iniziale, non è vero che un tapascione è uno che va piano.

Cos’è allora un tapascione? Faccio un mio elenco per punti:

  • Non è un atleta professionista;
  • Non viene pagato per correre;
  • Corre per amore, per star bene e per stare in compagnia;
  • Nella maggior parte dei casi ha iniziato a correre per dimagrire;
  • Non si dispera se salta un allenamento;
  • Partecipa di tanto in tanto alle tapasciate domenicali;
  • Partecipa alle competitive senza spirito agonistico. Significa che darà il massimo ma sarà felice qualsiasi sia il risultato finale;
  • Non si rovina la giornata se non migliora il suo PB in gara;
  • Quando si infortunia, alla prima visita, chiede al fisioterapista se già il giorno dopo potrà andare a correre*;
  • Non disdegna una fetta di salame;
  • E convinto che la birra sia un ottimo sostituto di tanti integratori;
  • Oltre che di corsa parla anche di altro;
  • Se gli viene chiesto, accompagna un amico alla sua prima maratona anche se dovesse significare correre ai 7 al km;
  • Ha un suo stile di corsa e non cerca di cambiarlo con allenamenti specifici;
  • Testa qualsiasi nuovo prodotto che viene messo sul mercato: dalle creme riscaldanti all’abbigliamento tecnico performante;
  • Si complimenta sempre con i compagni di squadra più forti di lui ma lo fa sarcasticamente;
  • Preferisce correre in compagnia;
  • Quando racconta le gare a cui ha partecipato “pompa” il racconto peggio di un pescatore.

Sicuramente ho saltato qualcosa ma possiamo dire che ha grandi linee ogni vero tapascione si riconosce in almeno un paio di queste affermazioni.

E voi vi siete riconosciuti in uno di questi atteggiamenti?

Aiutatemi ad implementare l’articolo con i vostri suggerimenti!

*Tempo fa dovetti fermarmi a causa di una infiammazione alla bandelletta. Durante un allenamento sentii un forte dolore a lato del ginocchio destro. Andai subito dal fisioterapista che mi visitò e mi disse:

Dott: “Hai una brutta infiammazione della bandelletta”,

Io: “Capisco”,

Dott: “Ora serve tanto stretching”,

Io: “Ok, certo”,

Dott: “Farei anche un po di fibrolisi”,

Io: “Sono d’accordo”,

Dott: “E qualche seduta di tecard”,

Io: “Bene”,

Dott: “E naturalmente riposo. Capito?”,

Io: “Certo. Tutto chiaro ma questa domenica riesco a fare un’uscita, anche lenta?”,

Dott: “Mi dici che hai capito e invece non hai capito un caxxo! Ma voi runner quando vi metterete in testa che riposo significa riposo!”

La cosa mi fece capire che ubbidire al dottore è sempre la cosa migliore…anche non farlo incazzare.

 

 

Boom di doping fra gli amatori

In questi giorni si torna a parlare di doping a causa dell’esclusione alle olimpiadi di Rio 2016 di Alex Schwazer, il forte marciatore italiano. Noi del Tapascione vogliamo però parlarvi di doping a livello amatoriale, piaga che colpisce anche le gare più insospettabili.

Doping

Il sito Repubblica.it ha dedicato un articolo a questo fenomeno che sta crescendo di anno in anno. In un video, alcuni farmacisti raccontano che le abitudini dei runner stanno cambiando moltissimo e di come cerchino di migliorare sempre di più le proprie prestazioni inseguendo un falso mito e cioè quello del doping.  Ancora più pericolosi però sono i “drogati” fai da te e cioè quelli che si informano su internet facendosi delle “autoprescrizioni”, acquistando cioè sul web pillole e polveri di ogni genere non avendo però ben chiare le conseguenze o gli effetti collaterali delle sostanze che assumeranno.

Pensate che il Ministero della Salute a stimato in tre quarti* il numero degli atleti che ricorrono ad un aiutino. In parole povere, se siamo 4 amici che fanno sport, solo uno di noi è totalmente pulito, significa che non ha assunto neanche un integratore. Bisogna dire che molti dei farmaci che vengono utilizzati NON SONO VIETATI sia chiaro, ma vengono prescritti solo per casi curativi. Se vengono utilizzati da soggetti sani diventa doping.

Per tornare agli integratori bisogna ammettere che vengono assunti con troppa facilità. Spesso si vedono runner’s imbottirsi di barrette prima di fare una 10 km. Basterebbe confrontarsi con un nutrizionista per sapere che sotto una certa soglia di impegno fisico per reintegrare è sufficiente l’acqua e della frutta (non parlatemi di ricostruzione muscolare per un dieci…)

Ma con cosa si dopano gli amatori?

  • Diuretici. Si usano per perdere peso e per mascherare l’utilizzo di altre sostanze dopanti. Aumentano infatti il volume urinario fino anche a 6 litri al giorno.
  • Ormoni. Ci sono di diversa natura. L’ERITROPOIETINA O EPO ad esempio stimola la produzione di globuli rossi aumentando così la disponibilità di ossigeno ai tessuti muscolari favorendo il recupero durante l’attività. Pensate durante una maratona che aiuto può dare. Altri ormoni utilizzati sono la CORTICOTROPINA, l’INSULINA, la GONADOTROPINA. Il rischio a cui si va incontro però è molto alto, basta citare l’ictus, l’infarto, fenomeni tossici al fegato, trombosi, tumori.
  • Stimolanti. Riducono il senso di fatica, aumentano l’aggressività e la competitività. Fra gli stimolanti più utilizzati citiamo la COCAINA, le AMFETAMINE, l’EFEDRINA, la CAFFEINA.

Riuscire a stanare chi si dopa è impossibile. Tenete presente che un’analisi costa intorno ai 1000 euro. Voi spendereste 1000 euro per controllare il runner che ha vinto la tapasciata della parrocchia?

Dati

  • 12  milioni gli sportivi in Italia
  • 3 milioni gli sportivi tesserati
  • 38.676 i maratoneti del 2015 (dato della rivista Correre)
  • 1.427 i test eseguiti dalla Commissione di Vigilanza nei settori amatoriali e giovanili (nuoto, atletica, ciclismo)
  • 58 casi di positività (4,06%)
  • 72,9% la percentuale di atleti sottoposti a controllo che ha dichiarato di aver assunto prodotti farmaceutici e salutistici

Operazione “Finti Atleti”

Un caso, scoppiato il 10 agosto 2015, fece molto scalpore, lo chiamarono “Operazione Finti Atleti”. 34 persone fra podisti,ciclisti, infermieri e presidenti di società sportive furono indagati dalla Polizia di Stato di Ragusa perchè scoperti ad utilizzare, somministrare e “spacciare” sostanze dopanti. Pensate che fra i medicinali sequestrati trovarono prodotti utilizzati per le cure oncologiche. L’indagine era scaturita dalla segnalazione di un ciclista anonimo stanco di essere umiliato dai compagni più “prestanti”. La Squadra Mobile effettuò dei controlli durante la 12esima Coppa “S.S.Salvatore” e la maratona della “Filippide”. Pensate che uno dei partecipanti alla maratona, aveva in auto una borsa piena di sostanze dopanti. Una specie di farmacia ambulante. Oggi, molti di questi atleti, non possono più gareggiare perchè squalificati a vita. Ma la cosa più triste è che i soggetti si dopavano per vincere il salame la domenica o per avere la meglio sui propri compagni di squadra durante gli allenamenti. Si avete letto bene. Quest’ultimi non partecipavano nemmeno a delle gare.

 

Per saperne di più date un’occhiata a questo video. http://tg24.sky.it/tg24/cronaca/2016/05/04/vice-doping-sport-amatoriale.html

*Media è data dall’insieme degli atleti che praticano ciclismo, nuoto, atletica o vanno in palestra

Fonti

http://www.dronet.org/

http://inchieste.repubblica.it/it/repubblica/rep-it/2016/05/16/news/gli_amatori_del_doping-139499496/#apertura

http://www.siracusanews.it/node/62603

 

Tapascione.com

Premiazioni, che noia.

Sono un Tapascione e quindi non salgo mai sul podio (a parte qualche rara occasione), ma ho notato comunque l’antipatica abitudine, da parte di tutti, che al momento delle premiazioni preferiamo disertare piuttosto che assistere, applaudire e complimentarci con i vincitori.

Premiazioni che noia

La cosa è così triste che, spesso, nemmeno quelli della stessa podistica del vincitore vanno sotto il podio a complimentarsi con il proprio “campione”.

C’è sempre una scusa:

  • Fa troppo caldo, vado a fare la doccia;
  • Fa troppo freddo, vado a casa;
  • Devo andare a casa a preparare il pranzo;
  • Ho visto la premiazione della settimana scorsa;
  • Tanto vince sempre quello;
  • Perché premiavano?
  • Devo smontare la tenda;
  • Ho la macchina parcheggiata in mezzo alla strada;
  • Premiano fra 10 minuti? Non riesco ad aspettare, devo andare;
  • Ma dove premiavano?
  • Tanto quello che ha vinto non lo conosco.

Queste sono alcune delle migliori scuse che io ricordi. Poi ci sono quelli che hanno finito la camminata e ritirato il pacco gara molto prima che la corsa ufficiale sia finita. E quindi sono già andati a casa da un pezzo.

Lo so che siamo sempre di corsa sempre in agitazione (cit.) ma cerchiamo di trovare 2 minuti per rimanere alle premiazioni e applaudire vincitori e partecipanti.

Runner, da cosa scappi?

O verso cosa corri.

Runnerfugge

Perchè credo che in fondo tanti runner, forse la maggior parte, inizi a correre per fuggire da qualcosa.

Io, ad esempio, corro perchè mi ricorda quand’ero bambino. Ancora oggi provo la stessa emozione e lo stesso piacere. Pensate che quando la fatica si fa sentire, faccio un gioco che facevo già allora: immagino di essere sul sellino di un motorino. Le mie gambe sono il motore ed io sono comodamente seduto che mi godo il viaggio. Per un attimo ci credo e mi scordo della fatica, anche perchè è impossibile sentir fatica se si è seduti su una bella Vespa, vero?

Probabilmente io fuggo dalle responsabilità quotidiane che la vita di un (quasi) quarantenne è obbligato a dover gestire. Chi lo sa.

Parlando con tanti amici runner, anche nel loro caso si “scappa” da qualcosa. Chi dalla solitudine, chi dalla folla, chi dalla paura di ingrassare, chi da una situazione famigliare difficile, chi dal timore di non essere in grado di dimostrare qualcosa, chi dalla paura di invecchiare etc..

Ci sono centinaia di motivi e tutti soggettivi.

A queste persone, come a me stesso, ho consigliato di vedere la cosa da un punto di vista  diverso: non stiamo scappando da nessuna parte ma stiamo correndo verso qualcosa.

Come cambia la visuale se trasformiamo tutto in positivo, vero?

A questo punto io posso dire che io corro per avere la mente più rilassata, staccare dallo stress del lavoro per qualche ora e poter affrontare la giornata in modo più tonico e concentrato.

Voi quindi verso cosa correte?

 

 

 

 

Il sarto della domenica.

Nei mesi scorsi il podismo è arrivato in cima alle classifiche del chiacchericcio nazionale “grazie” ai sarti. Maestri del percorso, i sarti sono quelli che meglio di chiunque altro sanno come migliorare le proprie prestazioni, tagliando qua e la il tragitto che li porterà all’arrivo o trovando altri escamotage.

Scambio maglia maratona di milano*

Un paio di casi sono saliti alle cronache perchè accaduti a delle corse che, nel mondo del podismo, sono forse fra le gare più importanti, più partecipate e di cui parlano tutti i giornali.

Li ricorderete sicuramente: Maratona di Milano, passaggio della mezza maratona, il podista passa il pettorale ad un altro podista (fratello) che lo aspettava quatto quatto fra il pubblico. I due hanno improvvisato una maratona a staffette. L’altro caso, sicuramente più grave, del podista (giudice fidal) che ha tagliato buona parte del percorso al Passatore, la gara di 100 km che parte da Firenze e termina a Faenza. Ringraziando poi tutti i suoi amici sui social postando una frase del tipo “è stata dura ma l’amore vince sempre”.

Io stesso, ad una gara nelle Marche, vidi un podista davanti a me rallentare ed avvicinarsi ad una macchina parcheggiata davanti ad un bar. Quando arrivai al traguardo lui aveva già la medaglia al collo e il cellulare in mano per il selfie da mandare agli amici.

Ma perché fanno questo? Si è forse perso il vero spirito che accomuna l’amore per la corsa? Io credo che, come in tutte le cose, la società abbia il suo spicchio di colpa. Siamo sempre connessi, abbiamo bisogno di qualcosa da raccontare e che sia qualcosa di unico e speciale. Ormai non facciamo più nulla se non pensato a come sarà sul web.

Siamo diventati troppo egocentrici, non viviamo più la corsa come un momento di relax e di allenamento ma l’abbiamo trasformata in un mezzo per raggiungere altri obiettivi. Obiettivi sempre più effimeri e meno concreti. Probabilmente anche questo fa parte del gioco.

Pensate che è stato trovato positivo ad un controllo antidoping un atleta di 80 anni che partecipava alle gare master. Inutile quindi sperare che invecchiando diventeremo più saggi.

*Immagine tratta dal video di Gazzetta.tv presente al link http://running.gazzetta.it/news/13-04-2016/i-furbetti-della-maratona-inizia-la-gara-la-finisce-lamico-4721