6 runner a cui sono allergico

Amo i runner e amo stare in mezzo a loro, ce ne sono però alcuni che faccio fatica a sopportare.

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Credo sia per un mio fattore caratteriale che si dimostra incompatibile con alcuni atteggiamenti. Vediamo un pò:

1 – Quelli che pisciano in griglia. Si, avete letto bene. Alcuni runner pisciano in griglia, quando si è tutti stretti e tutti pronti allo sparo. Mi è successo alla Maratona di Roma. Ad un certo punto ho notato un runner accovacciarsi, tirare fuori il pistolino e iniziare a pisciare. Naturalmente si è subito formata la pozza di piscio. Cosa dire ad uno così?

2 – I battutari. Quello che deve fare il simpatico per forza. Lo riconoscete perchè dopo un km dalla partenza di una maratona snocciola frasi del tipo: “forza che è quasi finita“, oppure “Manca poco“, “Solo altri 41 km“, “Stavo meglio a letto“, “Sono già stanco“, “Adesso aumentiamo ai 3.30?“.

3 – Gli unti dal Signore delle Arniche. L’odore dell’Arnica regna incontrastato ad ogni gara spesso anche non competitiva. Il runner si unge le gambe con questo unguento miracoloso che, si presume, aiuti a scaldare i muscoli e i tendini. Avete mai visto un keniano spalmarsi di Arnica?

4 – I preparatissimi. Vi è mai capitato di partecipare ad una gara che parte da un paese ed arriva ad un altro? (Tipo maratona di Venezia, maratona d’Italia, etcc). Ottimo. In pulmann, durante il viaggio che ti porta alla partenza, c’è sempre il runner che ha studiato il percorso e ti spiega tutti i dislivelli. Tenendo conto del fatto che io prima di una gara amo pensare ai fatti miei, figuratevi quanto possa apprezzare tutti questi utilissimi rudimenti tecnici.

5 – Il sudarella. Purtroppo non corro forte come gli etiopi o i keniani quindi davanti a me c’è (quasi) sempre qualcuno. A volte mi arrivano delle folate di ascella che mi fanno pensare al fatto che, ancora oggi, ci siano persone in lotta con il deodorascie (deodorante per ascelle). Un odore acre, pungente, che ti racconta tanto del runner che disgraziatamente sta correndo davanti a te. Cose del tipo: “Oggi dovrei lavarmi ma visto che domani ho la gara e dopo la gara mi faccio la doccia, ottimizziamo e aspettiamo“.

6 – Il fottitraguardo (vedi foto in alto). Questo punto va spiegato bene. Se sei un tapascione come me e stai partecipando ad una maratona probabilmente sono 2 gli obiettivi che ti sei prefissato: migliorare il tuo PB e divertirti. Quelli come noi non devono arrivare a premio, non hanno sponsor che pretengono la visibilità del loro marchio, non abbiamo la paura di essere fatti fuori dai più giovani in squadra, quindi prendiamola comoda. Invece no! A 20 metri dal traguardo, mentre tu stai per passare sotto l’arco con le braccia alzate pronto per la foto di rito, lui ti sorpassa e rovina tutto. Cioè, siamo 2347esimo e 2348esimo n’dò cazzo vai! Abbiamo fatto 42.195 metri per assoporare questo momento e devi rovinare il momento più importante? La storia del PB non la bevo. Hai avuto 42 km di tempo per migliorare il tuo PB, non saranno questi ultimi 10 metri a darti la gloria.

 

L’ultima corsa

Qualche giorno fa sono stato al funerale di un runner, un amico.

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Come a tutti i funerali l’atmosfera era molto triste però, al contrario di altri funerali, qui c’era qualcosa di diverso.

Sarà stato per il fatto che tutti gli amici runner sono venuti con le scarpe da corsa, perchè gli avversari di una vita sono venuti a rendere omaggio o perchè sembrava di essere in griglia prima dello sparo, ma a questo funerale si respirava un’aria familiare.

La moglie ci ha chiesto di aiutarla a trovare qualcosa legato al mondo della corsa, da mettere nel feretro per l’ultimo viaggio;

  • le medaglie; saranno pesate più quelle tutte insieme che il suo esile fisico da runner;
  • Le scarpe: pensate che era così tapascione che aveva tenuto da parte, chiuse in una scatola in garage, le Asics del record in maratona, 3h’29″44.
  • I pettorali delle gare più importanti;
  • la canotta della società podistica;
  • e il suo portafortuna: si era fissato che da quando quell’oggetto era “capitato” dentro la sua borsa, non si era più infortunato.

Ricordo un episodio: partiamo alle 6.00 di mattina per partecipare ad una mezza a 90 km da casa. Arriviamo verso le 7.00. Al momento del ritiro del pettorale apre la borsa e si accorge che manca il suo portafortuna. Non c’è stato nulla da fare: è partito per tornare a casa a prenderlo. La gara partiva alle 9.30. Veloce come un lampo alle 9.20 era in griglia, felice perchè il suo portafortuna lo avrebbe protetto.

Questo è uno dei racconti emersi durante una corsa/allenamento organizzata in sua memoria, perchè crediamo sia bello ricordare le persone che hanno fatto e dato tanto al nostro amato sport. Un piccola comunità che, grazie al podismo, ha imparato a vivere meglio. Per l’occasione, ognuno di noi aveva indossato il pettorale di una corsa a cui aveva partecipato anche lui. Bellissimo.

Ogni tanto fermiamoci a commemorare chi si svegliava alle 5 di mattina per farci trovare la tenda alle tapasciate della domenica, chi era sempre disponibile per darci una mano, chi faceva da pacer all’ultimo dei maratoneti, chi ci faceva da motivatore nei momenti più bassi della nostra carriera sportiva, chi aveva il talento di fare squadra  anche nei momenti più difficili, chi sapeva regalarti un sorriso quando avevi solo voglia di piangere.

Fatelo anche voi.

 

 

 

Vincere una corsa

Domenica 8 maggio 2015. Una data che ricorderò per un bel pezzo. Si tratta della mia prima corsa (non competitiva) vinta, “Ripartiamo da Pieve – Memorial Prof. Tonino Bigi”.

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Vincere una corsa, per quanto “tapasciosa”, non è cosa così banale. Ci sono sempre e dico sempre avversari forti, preparati e che conoscono il percorso meglio di te.

Partito in testa fin da subito, durante la corsa mi chiedevo come poter gestire il vantaggio: rallentare così da non rischiare di scoppiare? Alzare il ritmo in modo da aumentare il margine di stacco dal secondo in previsione di tracciati che mi avrebbero potuto mettere in difficoltà? Mantenere l’andatura attuale? Boh…

Una corsa di 10 km non facili a causa del vento (spesso contrario) assai fastidioso e del percorso sterrato.

Alla fine quindi ho optato per la “sensazione”. Mi sono fatto guidare dal buon senso: ho aumentato il ritmo sull’asfalto e ho assecondato il naturale rallentamento sullo sterrato.

La soddisfazione è doppia perché trattandosi della prima edizione di un Memorial molto importante per la squadra A.S.D. Gualtieri si può dire che sia forse la più importante, quella di cui tutti si ricorderanno.

Quello che però voglio dire è che non serve essere dei super atleti per vincere una corsa, a volte anche un tapascione ben allenato può avere le sue soddisfazioni. Allenamento, sana alimentazione e partecipazione a tutte le camminate domenicali prima o poi danno buoni frutti.

Siete pronti a vincere la vostra prima corsa?

ZizzaniaRun!

Quando la pace sembra regnare, quando i runner pensano solo a divertirsi, quando tutto sembra filare liscio non preoccupatevi, arriva ZIZZANIARUN!

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Personaggio alquanto ambiguo, lo si vede spesso alle tapasciate della domenica. Lo si riconosce dai i suoi tratti caratteriali spesso inclini alla polemica sterile. Ecco come riconoscerlo:

  • Paga 1.50 euro il pettoralino e si lamenta del costo;
  • Critica i ristori a prescindere da quello che offrono. In altra camminate, a cui è stato solo lui, c’era il doppio della roba…sempre;
  • Ha partecipato a competitive a cui con 8 euro di iscrizione davano: maglia tecnica, telo doccia, integratori, frutta, acqua, scaldacollo, bagnoschiuma e ingresso gratuito al pizza party dove potevi abbuffarti a tutta gallara;
  • E pronto ad accusare chiunque d’aver tagliato il percorso solo perchè “non l’ho visto sorpassarmi”;
  • Appena viene a sapere di qualche runner infortunato non perde il momento di raccontare in giro che lui l’aveva avvisato;
  • Discute dei tempi al km degli altri manco fosse Gigliotti;
  • Adora fare il saputello quando qualcosa va storto;
  • Su Facebook partecipa a qualsiasi discussione, il suo obiettivo è screditare qualcuno;
  • Accende la miccia della polemica anche quando tutto tace tranquillo;
  • Si autoprofessa esperto di qualsiasi cosa;
  • Si lamenta del tè troppo zuccherato ai ristori;
  • Si lamenta del tè poco zuccherato ai ristori;
  • Lui, la gara, l’avrebbe organizzata meglio;
  • La domenica si presenta con il solito saluto: “Questa mattina si stava bene a letto“;
  • Appena prima della partenza deve sempre fare la solita battuta: “Partiamo ai 3.30 e poi allunghiamo“;
  • Per lui le diete pre maratona sono tutte delle cazzate;
  • Parte prima ma poi si lamenta dei podisti più veloci che gridano “permesso” per farlo spostare (di solito inveisce con un “Abbiamo capito che sei più veloce“);
  • Ai ristori si ferma a bere e polemizza se non è collocato precisamente al quinto km come da regolamento;
  • Il pacco gara non va mai bene. Spesso gli senti dire: “La pasta me l’hanno data anche domenica scorsa“;
  • Si lamenta della musica alla partenza è sempre troppo alta per lui.

 

E voi ne conoscete di ZIZZANIARUN?

Ciao da Tapascione

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Spring Run Outfit

Poteva mancare una bella ragazza nella compagnia del Tapascione?

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Oggi vi presentiamo Federica, atleta della Podistica Correggio, che ha indossato e provato per noi un outfit perfetto per questa stagione ancora ballerina.

Chi corre al mattino presto o chi esce al tardo pomeriggio, sa quanto sia facile prendere un colpo d’aria. Capita anche a me di fermarmi a bere ad una fontanella durante la corsa o fermarmi a fare stretching a metà di un 10. Se non si è vestiti adeguatamente quello potrebbe essere il momento in cui la temperatura corporea scende, il sudore si raffredda e un colpo d’aria ci mette ko.

Carlo, runner anche lui e proprietario del negozio Run Specialyst, ci consiglia infatti quale sia l’abbigliamento più corretto.

T-SHIRT ASICS, freschezza e comfort durante la corsa.Partiamo dalla t-shirt che vuole rigorosamente a maniche corte. Niente maniche lunghe anche se al primo impatto l’aria del mattino vi sembrerà freddina. Il primo sole sarà bollente e a quel punto ringrazierete la scelta. La tecnologia Motion Dry nel tessuto fa sì che il sudore venga rimosso dalla pelle riducendo le irritazioni. Inoltre, grazie a un logo catarifrangente anteriore, si sarà visibili anche dopo il tramonto. Prezzo di listino € 30,00

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SHORT CRAFT, Mind Capri. Quando si corre in orari in cui la temperatura si aggira sui 10/15 gradi, niente di meglio per ginocchia e quadricipiti di un collant da corsa. Lascia grande libertà di movimento, mantiene caldi i muscoli ed il tessuto morbido ed elastico favorisce il trasporto dell’umidità all’esterno. Prezzo di listino € 50,00Maglia intima craft 2

CANOTTA CRAFT, Cool Seamless singlet. La canotta sotto la t-shirt è molto utile principalmente per un paio di aspetti: riduce al minimo il rischio di sfregamenti e mantiene il corpo ad una temperatura stabile. Una scelta perfetta per le sessioni di allenamento più lungo, dai 10 km in su. Tocco morbido e liscio sulla pelle, questa canotta realizzata (quasi) senza cuciture, assicura una perfetta vestibilità. Prezzo di listino € 40Scarpa e calza2

SCARPA ASISC, Gel-Nimbus 18. Scarpa per chi ha un appoggio neutro e predilige l’asfalto. Ammortizzamento e confort sono le qualità di questa asics Gel Nimbus 18. I sistemi Rearfoot e Forefoot sono ideato per attutire lo shock dell’impatto al suolo mentre il design guidance line agevola una corretta transizione dell’appoggio dal tallone all’avampiede. La tomaia in tessuto a rete FluidFit segue le linee del piede avvolgendo e donando comodità e ventilazione interna. Guidance Trusstic System, un supporto in materiale leggero che previene la torsione del piede e Guidance Line, un disegno speciale nella suola dell’avampiede per una più efficace restituzione dell’energia. Prezzo di listino € 180,00

CALZA OXYBURN, 1250 . Calze tecnologicamente evolute con elevate proprietà tecniche, di durata e qualità costruttiva, concepite per un utilizzo funzionale per sportivi e atleti professionisti esigenti che desiderano avere un capo che sia in grado di mantenere sempre i loro piedi nella condizione ottimale (asciutti, climatizzati e tonici) nelle più svariate situazioni di utilizzo e intensità di sforzo fisico al fine di diminuire lo stress ed aumentare il livello assoluto delle prestazioni. Gli inserti in fibra di carbonio Carbon No-shock scaricano a terra le cariche elettrostatiche negative in favore delle prestazioni ed azzerano la proliferazione di batteri, per il massimo igiene e comfort. Prezzo di listino € 11,00

OROLOGIO GARMIN, Forerunner 25. Ormai siamo schiavi dei nostri tempi, del passo al km e delle calorie bruciate. Tutti ottimi stimoli per cercare sempre di migliorarsi un pochino. Questo orologio è perfetto per la runner che vuole correre con qualcosa di leggero, solo 31 grammi, comodo, piccolo, bello e soprattutto molto utile.

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Consente di rilevare la distanza, il passo, la frequenza cardiaca (tramite fascia cardio) e le calorie bruciate.

Consente di ricevere sms e avvisi di chiamata se associato ad uno smartphone.

Condividere istantaneamente corse e progressi sul rilevamento dell’attività con amici e familiari tramite i social media associando un dispositivo compatibile con Garmin Connect™ Mobile.

Consente di contare i passi e le calorie e ti avvisa quando è il momento di muoversi.

Fino a 8 ore di durata della batteria con GPS acceso o fino a 8 settimane in modalità orologio

Fino a 10 ore di durata della batteria con GPS acceso o fino a 10 settimane in modalità orologio. Prezzo di listino € 169,00

Allora, chi di voi tapascione vuol essere la prossima modella per i nostri servizi? Che dite di mandarci un messaggio sulla pagina facebook del TAPASCIONE?

RICORDATEVI, se chiamate Carlo di Run Specialyst e direte di aver letto questo articolo vi farà un super sconto sui prodotti presentati!

Sei un Selfie Run Victim?

Siamo tutti Selfie Run Victim?

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Chi, come me, fa parte di tanti gruppi dedicati al mondo della corsa, non può esimersi dal notare come decine e decine di runner ogni giorno postino dei selfie o, come piace chiamarli a me, autoscatti, in cui raccontano le loro imprese podistiche.

Ma tutto questo “egocentrismo” è positivo o negativo, è a favore o sfavore del mondo del running, è utile o inutile?  Partiamo da chi, i nostri messaggi, li vede: l’amico.

Io mi sono immaginato quello che pensa quando vede i nostri post: “Che palle, abbiamo capito che corri. Bravo, tu sei bravo!“, oppure “Mi mancava la sua foto della tapasciata della domenica“, “Eccolo qui quello che vive a farro, bresaola, pinzimonio e bacche di goji“, “N’altra sua foto della corsa? Adesso lo tolgo dalla mia bacheca“, “Avessi il tuo tempo andrei a correre anche io, ma c’ho da lavorare, io!“.

Forse non hanno tutti i torti. Immaginiamo d’andare in piazza e gridare: “A me piace correre!“. Tornare il giorno dopo e gridare di nuovo: “A me piace molto correre“. Tornare il terzo giorno, poi il quarto e così via. Secondo me chiamano la neuro. Facebook funziona come una piazza, se gridi qualcosa di interessante allora vieni ascoltato, in caso contrario nessun MI PIACE 😦

Dobbiamo anche ammettere che, sfogliando le bacheche dei gruppi dedicati al mondo del running, quello che salta all’occhio è che postiamo tutti le stesse foto: le scarpe nuove, il quadrante dell’orologio, la faccia che ride soddisfatta per l’allenamento finito, il nostro primo piano sexy, l’outfit alla moda, la medaglia fra i denti ecc..

Ma siamo sicuri che agli altri interessi tutto questo?

No perchè, se lo facessimo solo per noi stessi, allora non capirei il senso della condivisione.

No amici, la verità è che siamo egocentrici all’ennesima potenza e fin che gli altri ci faranno sentire speciali dicendoci cose del tipo: “Ma come fai a correre così tanto? Io neanche in bicicletta riuscirei a fare tutti quei km“, ecco, noi ci pavoneggeremo sbattendo in faccia al mondo la nostra superiorità podistica. Quindi? Quindi siamo Selfie Run Victim.

Ma cosa c’è di male? Ok saremo un po invasivi, un po ripetitivi, poco originali ma siamo persone vere, che condividono senza filtri le proprie passioni, i propri problemi, i momenti di sconforto dovuti ad un infortunio o i momenti felici relativi ad un traguardo raggiunto. E sicuramente grazie anche a tutto questo se ogni anno aumentano runner e maratoneti. Quanti di noi hanno cominciato a correre grazie ad un amico podista che ha voluto condividere con noi la sua passione? Insomma, ben vengano i Selfie Run Victim; che siano i discepoli del podismo con cui grazie alle loro foto, selfie, articoli, racconti al bar, riusciremo a portare il verbo della corsa dentro ogni cellulare, bacheca, tablet, ipad in ogni angolo del mondo e ad avvicinare nuovi podisti.

Amen

La mia Maratona di Roma

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Questa è stata la mia quarta maratona. La prima a Reggio Emilia il 14 dicembre 2014, corsa con l’infiammazione della bandelletta (un calvario) e chiusa in 3’37″49.  la seconda a Venezia il 25 ottobre 2015 chiusa in 3’04″03, la terza sempre a Reggio Emilia il 13 dicembre 2015 chiusa in 2’59″24.

Per prepararla ho dovuto fare tanti sacrifici. Fino a 4 settimane fa io e il mio coach, Rosa Alfieri, stavamo lavorando su una tabella che mi avrebbero portato a chiudere la corsa sotto in 2.55, Il 16 marzo, due giorni dopo un lungo di 30 km, un’infiammazione al tendine rotuleo mi ha fermato e ha mandato a ramengo i nostri piani. Allenandomi 6 giorni alla settimana con una media di 12/15 km al giorno fra fartlek, ripetute, allunghi, salite ecc. sono cose che purtroppo possono capitare. Grazie ai ragazzi della Fisiotech di Campogalliano, lo studio di fisioterapia che mi segue, dopo alcune sedute di fibrolisi e tecar siamo riusciti a rimettermi in piedi. Fra una cosa e l’altra però erano passate 3 settimane di stop.

Ma veniamo alla maratona. Gara organizzata perfettamente, pubblico fantastico e atmosfera di festa, Non credo di aver corso più di 30 secondi senza sentire battere delle mani. Mi avranno incitato in almeno 10 lingue diverse: spagnolo, francese, tedesco, cinese, giapponese, italiano, inglese… A parte questo la corsa è dura, tante salite e tante discese che hanno messo a dura prova i miei tendini appena rientrati dall’infortunio. Partenza sostenuta, fino al passaggio della mezza maratona (21 km) sono riuscito a stare sui 4.10 al km/h. Poi mi sono assestato sui 4.15 km/h fin verso il 36esimo dove ho visto il fatidico “muro”. Più che un muro è stato un burrone. Le tre settimane di stop si sono fatte sentire tutte e ho dovuto cedere alla fatica. Ad un certo punto mi sono detto “Emilio, ma chi te l’ha fatto fare?”. La gente mi gridava di non mollare, mi sono quindi fatto forza e, supportato dagli applausi, ho chiuso la mia quarta maratona. Anche se ho corso gli ultimi due km ai 5 al km/h sono riuscito a terminare in 3’01″20, media generale dei 4.16 al km/h. Arrivo fantastico, sui Fori Imperiali con i centurioni che ti aspettano e il Colosseo a fare da sfondo a questa bellissima atmosfera. Non c’è dubbio, corri nella storia. Alla sera, per premiarmi, una bella cena a base di gnocco fritto e tigelle!

Devo però fare un paio di ringraziamenti: quando ci si allena per una maratona si fanno tanti sacrifici e si ruba tempo ad altri impegni: ringrazio quindi la mia società Proxima che mi lascia spazio durante l’ora di pranzo per allenarmi, ringrazio la mia famiglia che mi ha supportato e sopportato in questi mesi, ringrazio i ragazzi della mia podistica che mi hanno incoraggiato con decine di messaggi via whatsapp, ringrazio Rosa Alfieri che mi segue in tutti i miei allenamenti e ringrazio Simone e Massimo della Fisiotech, i miei fisioterapisti, che oltre ad essere due fantastici demotivatori, sanno aggiustare la macchina in fretta ogni qual volta si rompe qualcosa.  Spero di non aver dimenticato nessuno.

Ci vediamo alla prossima maratona, il 9 ottobre: Maratona d’Italia.

 

Foto gentilmente concessa da FOTO STUDIO 5

Come ti vesti per andare a correre?

La compagnia del Tapascione si allarga e per poter proporre l’abbigliamento più adatto alle esigenze dei runner, prima, lo facciamo provare. Un duro lavoro ma qualcuno lo deve pur fare.

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Io e Carlo abbiamo composto la tenuta perfetta per il runner che va a correre in questi giorni e Franco Menghini, atleta della Podistica Correggio e dell’Atletica Reggio (qui il suo palmares), l’ha provato per noi.

 

Maglia tecnica della Craft, leggerissima, solo 222 grammi, 100% poliestere, super traspirante. Franco l’ha provata facendoci un corto, ecco il suo parere: “Maglia molto comoda, perfetta per questa stagione e perfetta per chi esce a correre al mattino quando l’aria è ancora fresca. Si adatta perfettamente al corpo, tessuto molto morbido”. A listino € 30,00

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Ciclista della Craft con taschino porta chiavi o porta gel, aderenti, in poliestere al 100%, Franco: “Pantalone senza cuciture, taschino molto comodo per chi ha bisogno di doversi portare dietro le chiavi” A listino € 40,00

Canotta della OxyBurn 5050 Twenty-One. Compressione graduata leggera ottenuta dalla struttura del tessuto con una pressione con valori decrescenti dalle estremità del corpo verso il cuore.

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Allevia le condizioni di affaticamento e pesantezza, favorendo il flusso circolatorio con conseguente attenuazione di eventuali gonfiori e formicolii, aumenta la tonicità riducendo le vibrazioni muscolari anche delle masse non direttamente sottoposte a contrazioni. Franco: “Il bello di questa canotta è che indossandola eviti i problemi dovuti agli sfregamenti, inoltre sia d’estate che in inverno aiuta a mantenere stabile la temperatura corporea”. A listino € 30,00


Calza OxyBurn
. Calza compressiva e protettiva, anti sfregamento, traspirante e super leggera. A listino € 11,00

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Scarpe Saucony Jazz 18. Calzatura neutra, adatta quindi ad ogni tipologia di runner: per chi cerca protezione negli allenamenti lunghi o per chi vuole maggiore brillantezza nelle prove più brevi. Maggiore reattività e fluidità in fase di spinta rispetto alla precedente versione; la tomaia, leggera e traspirante, è più rinforzata e contenitiva; l’arco di supporto sul mediale interviene solo quando c’è bisogno di un leggero controllo. Quindi se siete facili all’infiammazione delle bandelletta, questa scarpa fa per voi. Franco: “Scarpa un po secca ma favolosa, 281 grammi e non sentirli. La gomma al carbonio mi garantisce una scarpa con una buona durata e trazione nel tempo”. A listino € 129,00

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Orologio Garmin 235.

IMG_3609Partiamo dal peso, solo 42 grammi, con una durata della batteria fino a 9 giorni (modalità orologio). Top di gamma della Garmin, questo prodotto non ha bisogno di presentazioni. Una volta indossato non lo toglierete neanche per andare a dormire, anche perché rileva il battito cardiaco direttamente al polso. Rispetto i suoi predecessori, questo modello è fatto in modo che il sensore sia sempre a contatto con la pelle, quindi non sbaglia un colpo anzi, un battito. Questo sportwatch è veramente completo: si connette con il cellulare via Bluetooth e da la possibilità di leggere sul quadrante (personalizzabile) messaggi, chiamate, mail e tanto altro. Una volta scaricati i dati sulla propria pagina garmin connect, si ha la possibilità di sapere il Vo2max, la lunghezza del proprio passo e tutti quei dati fino a ieri sconosciuti ma importantissimi per chi vuole migliorare. A listino € 349,00

Volete dei consigli sull’abbigliamento o sapere dove poter acquistare i capi di abbigliamento che vi abbiamo presentato? Carlo vi aspetta su questa pagina facebook, RUNSPECIALYST . Se dite d’aver letto questo articolo vi farà sicuramente uno sconto. Provare per credere.

Dieta post Pasqua.

Questa mattina sul web girano decine di articoli che parlano di “Diete post Pasqua”, che poi sono un copia/incolla del “Diete post Natale”, “Diete post Capodanno”, “Diete post Ferragosto”, “Diete post domenica con i parenti”…

Dimagrire

In sostanza il trucco è bere tanto e mangiare bene, sano ed equilibrato. Ognuno di noi può auto regolarsi e farsi una dieta ad hoc. Calcoliamo quindi il nostro fabbisogno calorico giornaliero e cerchiamo di stabilire quanto e cosa è meglio mangiare.

Il fabbisogno giornaliero di una persona è composto principalmente da 2 elementi:

Metabolismo basale: quantità di energia consumata da una persona sveglia.

Attività fisica: attenzione, attività fisica non vuol dire esercizio fisico. Attività fisica si riferisce a qualsiasi tipo di movimento che determini un aumento della spesa energetica rispetto alla condizione di riposo .

Ora, calcoliamo quante calorie servono ad ognuno di noi. A questo link ho trovato una tabella ben fatta che oltre a dirci qual’è il nostro metabolismo basale, ci dice qual’è il nostro fabbisogno giornaliero.

La tabella qui sotto ci dice qual’è il nostro metabolismo basale.

Tabella 1

A questo dato dovremo aggiungere  il valore dell’Attività Fisica: un + 20% se durante il giorno facciamo una attività sedentaria del tipo impiegatizia, un 40% se invece abbiamo un lavoro impegnativo (commessa, parrucchiera, operaio) e un 80% se abbiamo un lavoro pesante come il muratore, facchino, etc..

Io ad esempio ho:

Metabolismo basale = 1.563,4 Kcal. (11,6 x 59 kg + 879)

Attivita fisica = 312,68 (1563,4 x 20 : 100)

Esercizio fisico (60′ di corsa al giorno) = 350/400 Kcal (calcola qui il tuo consumo)

Consumo quindi 2226 Kcal al giorno. Per dimagrire basterà non mangiare più Kcal di quelle di cui ho bisogno.

Per farla breve:

Colazione: Tè verde o spremuta d’arancia, frutta, gallette di riso integrali con marmellata (non zuccherata), noci, mandorle e nocciole

Metà mattina:Yogurt bianco con semi oleosi (noci, nocciole, pinoli) e uva passa.

Pranzo: Riso o pasta integrale condita con pomodoro o pesce (molluschi e gamberetti). Insalata a foglia verde o verdure grigliate. Macedonia mista non zuccherata

Merenda: Banana

Cena: Petto di pollo o pesce al forno con contorno di verdure alla griglia o insalata.

Prima di dormire: Tisana

Pronti a smaltire la colomba e le uova di cioccolato?

 

Runner dal cuore grande

Questa domenica, noi runner, la ricorderemo per due eventi importanti macchiati da due brutti episodi: la morte di 2 amici podisti, Sara (21 anni) e Fabio (29 anni).

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La prima colta da malore alla Family Run della Ferrara Marathon, il secondo alla mezza maratona della Stramilano. Per tutti e due un arresto cardiaco, per tutti e due la morte.

Cosa ci raccontano questi due episodi? La prima: che anche per fare una corsa di 6,5 km occorre aver fatto una visita medica che certifichi che tutto è ok. La seconda: che anche se hai fatto la visita medica l’arresto cardiaco potrebbe essere comunque dietro l’angolo.

Sara infatti sembra avesse una malformazione cardiaca congenita di cui non era a conoscenza mentre Fabio a febbraio aveva fatto la visita sportiva, era tesserato Run Card e stava chiudendo la sua gara intorno alle 2 ore.

Quindi, cosa è giusto fare? Sui Social si è tanto dibattuto sul fatto che le visite mediche sono spesso molto superficiali. Vero. Ma generalizzare è sbagliato. Purtroppo non esiste una regola per cui una volta applicata si è immuni da qualsiasi cosa. Forse sia a Sara che a Fabio l’infarto prima o poi sarebbe venuto comunque, chi lo sa. La verità è che prima di fare sport bisogna fare una visita medica completa di eco cardiogramma. Non limitiamoci a correre su un tapis roulant con 4/5 sensori per l’elettrocardiogramma. Pretendiamo da noi stessi un controllo più approfondito, a fronte di dover spendere 20 euro in più.

Credo sia un fattore positivo che sempre più persone si avvicinino al mondo della corsa, non bisogna però farlo superficialmente.

Ognuno di noi dovrebbe impegnarsi a divulgare questa buona regola: prima di iniziare a correre fatti vedere, da uno bravo 😉

Rimangono comunque aperte un paio di domande:

– Visita sportiva obbligatoria anche per le tapasciate della domenica?

– Essere iscritti con una società per poter partecipare alle gare competitive?