10 belle cose da dire ad un marito Runner.

Quali sono le 10 cose che ogni runner vorrebbe sentirsi dire dalla propria moglie? E un articolo sarcastico. Chiedo quindi alle mogli di non infamarmi più del necessario 😉

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  1. Amore, vai pure a correre quando preferisci, organizzerò la mia vita sulla base dei tuoi impegni sportivi.
  2. Amore, sapevo che avresti corso prima di cena. Mi sono quindi preoccupata di metterti in frigo un bel paio di birre da accompagnare alla tagliata che ti sto cucinando.
  3. Amore, ad agosto andiamo pure in ferie in montagna a 2500 metri di altezza. L’ossigeno rarefatto farà bene anche a me che non devo preparare una maratona autunnale.
  4. Amore, prenditi pure tutto lo spazio dell’armadio che ti serve per il tuo abbigliamento sportivo. Anzi, nel caso possa esserti utile, ti lascio anche il cassetto del mio comodino per le tue calze compressive.
  5. Amore, ho fatto un corso per diventare dietologa nutrizionista in modo da poterti cucinare piatti che rispettino un regime alimentare adatto alla tua attività sportiva.
  6. Amore, per il tuo compleanno avrei pensato di regalarti qualcosa che possa esserti utile per la corsa. Idem per Natale, befana, festa del papà, dei single, ferragosto, Santa Lucia, Pasqua, anniversario di matrimonio, patrono…
  7. Amore, non mi rompe affatto se quando siamo con i tuoi amici runner vi ascolto, per 4 ore e un quarto, parlare di tabelle, tempi al minuto e ripetute in salita con recupero 2 minuti.
  8. Amore, ad agosto, spero approfitterai della vacanza per allenarti tutti i giorni.
  9. Amore, per me non è un problema svegliarmi alle 4.30 la domenica pur di accompagnarti ad una mezza ed aspettarti festante all’arrivo.
  10. Amore, che ne dici se ti facessi un massaggino alle gambe finito il tuo allenamento?

Qualche marito runner coraggioso vuole aiutarmi aggiungendo qualche frasetta?

I runner se non avessero delle compagne comprensive al loro fianco non concluderebbero proprio nulla.

Questo è un articolo dalla parte delle mogli, persone eccezionali che hanno avuto la “sfortuna” di innamorarsi di un runner.

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Runner e automobilisti

Noi Runner, che non abbiamo la fortuna di vivere in mezzo alla natura, per allenarci siamo costretti a correre sul lato sinistro della strada, quello opposto al senso di marcia, principalmente per due motivi: A) è obbligatorio; B) se un automobilista è distratto riusciamo a salvarci la pelle buttandoci nel fosso.

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Ultimamente capita spesso di incontrare automobilisti con la testa china sul cellulare non accorgersi che, stando troppo verso il bordo della strada, rischiano di prenderci sotto. Questi si vanno a sommare a tutti quegli altri che ci sfiorano con lo specchietto (facendolo apposta) come a dire: “La strada è per le macchine, vai poi a correre da un’altra parte”.

Qualche giorno fa un automobilista, che probabilmente stava su whatsapp o su facebook, si è accorto di me all’ultimo momento. Dopo aver sterzato bruscamente per non imballarmi ha pure avuto il coraggio di suonare il clacson e mandarmi a quel paese.

Siamo tutti automobilisti oltre che runner, ma proprio per questo non riesco a capire come si possa essere così distratti o arroganti. Tempo fa sentii un emerito coglione dire: “Voi podisti non avete la targa quindi dovete andare a correre sui marciapiedi”. Capisco che con le persone stupide è meglio non aprire argomentazioni di nessun tipo, tanto non ci verremmo a capo, ma quanti la pensano come lui secondo voi? Riuscire a cambiare mentalità ad un paese fermo a queste logiche non è semplicissimo.

Purtroppo l’Italia in fatto di piste ciclabili è il fanalino di coda dell’Europa (17 esimo posto); noi runner ci troviamo quindi, soprattutto ora che viene buio alle 17 e spesso c’è anche la nebbia, a correre in strada rischiando la pelle. Ma quale soluzione ad un problema annoso come questo?

L’unica cosa che noi del Tapascione ci sentiamo di dire ai nostri politici, dal Sindaco al Presidente del Consiglio, è investire per rendere il nostro paese più vicino ad una mentalità Green. Ne gioverebbero tutti, dal circuito turistico a quello sportivo.

E a voi è mai successo di avere qualche piccolo diverbio con un automobilista?

P.S. Per completezza ecco l’articolo 190:

I pedoni devono circolare sui marciapiedi, sulle banchine, sui viali e sugli altri spazi per essi predisposti; qualora questi manchino, siano ingombri, interrotti o insufficienti, devono circolare sul margine della carreggiata opposto al senso di marcia dei veicoli in modo da causare il minimo intralcio possibile alla circolazione. Fuori dei centri abitati i pedoni hanno l’obbligo di circolare in senso opposto a quello di marcia dei veicoli sulle carreggiate a due sensi di marcia e sul margine destro rispetto alla direzione di marcia dei veicoli quando si tratti di carreggiata a senso unico di circolazione.

 

10 cose da NON dire MAI ad un Runner

Ecco 10 frasi che ogni Runner ha cancellato dal proprio vocabolario.

 

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  • NON ESAGERARE. Quelli che danno questo illuminante consiglio, sono poi gli stessi che ogni domenica partecipano a delle competitive in cui c’è da tirarsi il collo.
  • A CHE ORA TORNI? Questa solitamente è la domanda del compagno o compagna del runner che sta per uscire per il suo allenamento serale. Il modo migliore per mettere nella testa del podista, il tarlo del “Torna a casa presto”. Farà quindi tutto l’allenamento con l’ansia da rientro.
  • TE L’AVEVO DETTO. Vi siete infortunati, avete corso più lenti rispetto al solito, avete sbagliato l’acquisto di un paio di scarpe c’è sempre un cacacazzo che deve dirvi che ci aveva avvisato.
  • VEDRAI CHE OGGI VAI FORTE. Porta più sfiga del “buona pesca” detto ai pescatori, del gatto nero che attraversa la strada, degli “auguri” fatti ad un attore prima di salire sul palco. Non c’è rimedio contro una iettatura del genere. Toccarsi i maroni non basterà. L’unica soluzione è ritirarsi.
  • IO MI FAREI VEDERE. Che tu ti sia strappato i legamenti o ti sia sbucciato un ginocchio c’è sempre un runner che ti consiglia d’andare da un medico a farti vedere. Della serie: “Ti metto ansia da infortunio“. Lo stesso runner che la domenica, pur di non saltare una tapasciata, si presenterebbe in stampelle. Fate come dico ma non fate come faccio.
  • MA IL PRIMO QUANTO CI HA MESSO? Questa solitamente è la domanda che fa chi non capisce nulla di corsa ma che, sulla base del tempo che ci ha messo il primo, si fà un’idea di quanto tu sia scarso. “Ho fatto la maratona e ci ho messo 3 ore e 30“, “Bravo, ma il primo quanto ci ha messo?“, “2 ore e 15“, “Ah…“. Ah, un cazzo!
  • ABBIAMO FINITO LA TUA TAGLIA. L’iscrizione ad una corsa, diciamo seria, solitamente ha un costo importante e spesso comprende anche un pacco gara comprendente la maglia tecnica. Il sentirsi dire, al momento del ritiro del pacco, abbiamo finito la taglia, mi fa imbestialire. Le cose sono 2: o ti organizzi stampando più maglie oppure chiedi la taglia al momento dell’iscrizione.
  • DOMENICA DOBBIAMO ANDARE ALL’IKEA. Tu avevi sicuramente previsto il lungo pre maratona e, senza che sapessi nulla, ti hanno infilato la giornata fra mobili componibili e candele profumate. So di runner che sono andati a correre fra i capannoni della zona industriale, mentre la moglie era dentro il Centro Commerciale a vedere mobili.
  • CORRI ANCORA? Per alcuni non è chiaro che essere Runner non significa avere un vizio. Si tratta di una sana abitudine che è sempre stata celata nel fondo del nostro spirito ma che, una volta scoperta, non è più possibile abbandonare.
  • SEI TROPPO MAGRO. Quante volte amici o parenti vi hanno detto che siete troppo magri? Il 90% delle volte il runner è normopeso ma le guance leggermente scavate, lo fanno sembrare un podista del Biafra. Smettetela di dirci che siamo troppo magri. Non è vero. Facciamo una vita sana e curiamo l’alimentazione e il fatto di non bere vino o mangiare il dolce a fine pasto, non è per noi un sacrificio ma uno dei tasselli della nostra attività sportiva che tanto amiamo.

Fatemi sapere se ci sono altre frasi che vi fanno letteralmente imbestialire!

 

 

Runner, maestro di incastri

ATTENZIONE. NON FATE LEGGERE QUESTO ARTICOLO AI COMPAGNI O ALLE COMPAGNE DI UN RUNNER.

Se avessi il tempo correrei anche io“. Quante volte noi runner ci siamo sentiti dire questa frase dai nostri amici?  Eppure abbiamo una vita come tutti gli altri. Anzi, a dir la verità, siamo sempre di corsa.

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Spesso corriamo con in testa il nostro garbuglio di cose da fare, incastri, orari, uscite, entrate, spese, bollette, revisioni, bambini, scuole, riunioni, clienti, cene fuori, vacanze da organizzare, pulizie del sabato mattina, iscrizioni da fare a gare a cui vogliamo partecipare, tabelle da mettere giù, telefonate da fare, appuntamenti da prendere. Insomma, di cose ce ne sarebbero altre mille…

Eppure, riusciamo a fare tutto. Anzi, spesso la corsa ci aiuta a resettare tutto e a vedere le cose sopra citate in modo più chiaro. Chissà quanti di voi sono tornati da una corsa con la soluzione ad un problema che da tempo cercavate di risolvere.

Stasera avremmo un 12 ma nostra moglie ci chiama e dice che alle 18 dobbiamo essere a casa per stare con la bimba? Nessun problema: corriamo durante la pausa pranzo.

Domani avremmo un 15 ma a pranzo siamo con un cliente e alla sera fuori a cena?  Un piccolo sforzo e alle 6.30 del mattino siamo lì che salutiamo i netturbini!

Insomma, noi runner in un qualche modo riusciamo ad infilare la corsetta all’interno delle nostre giornate.

Ho sempre pensato che le scuse siano alibi per non fare delle cose. Il podista invece l’ho sempre ammirato. Per lui non ci sono cazzi; quando è giornata di allenamento, pioggia o neve, è fuori a correre.

Adesso vi svelo un segreto (speriamo che questo post non lo leggano i compagni o le compagne dei runner). Noi podisti siamo maestri negli incastri organizzati.

Il compagno o la compagna del runner vogliono andare in vacanza in Puglia? Nessun problema. Il Runner si fa carico di impegnarsi nella “dura” organizzazione del viaggio. Stranamente, durante lo stesso periodo in cui saranno in Puglia, sarà organizzata una mezza maratona in cui anche i master vanno a premio. Il runner che è anche un grande attore, se ne accorgerà solo il giorno prima leggendo il giornale locale. Ne parlerà sotto l’ombrellone e simulerà disinteresse per la cosa facendo invece di tutto per farsi convincere a partecipare. Non dirà mai che era già iscritto da 3 mesi, ma questo è un segrete che rimane all’interno di questo articolo.

Le cene sono sempre un trauma per un runner. Vive la dieta in simbiosi con l’attività sportiva. Domenica mattina c’è un 21 competitivo, il sabato vorresti farti una cena a base di carboidrati ma gli amici ti invitano a cena fuori da “GIGI IL FRIGGIONE”! Cazzo, non li vedi mai, non puoi dargli buca. Calma e sangue freddo. Analizziamo le varie supercazzole: febbre? bambino da tenere? allergia al fritto? cavallette? porto la pasta in bianco da casa? Il runner a questo punto tira fuori il coniglio dal cappello: semplicemente dice la verità. “Ragazzi, il giorno dopo ho una gara e non posso mangiare fritto. Tutti a casa mia per una serata a base di piadine fatte in casa con crudo, birra e proiezione del film Porno Soft “Amore, vai pure a fare la mezza con i tuoi amici che ne approfitto per fare aggiustare il tubo che perde dall’idraulico”.

 

Mentre siete lì che guardate il film non preoccupatevi se vi sorge qualche dubbio.

Runner rompiscatole.

Siamo una grande famiglia e come tale abbiamo i nostri pro e contro. Tutto normale.

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Ci sono però delle volte in cui il runner rompe talmente le scatole da non essere nemmeno degno di essere definito tale.

A volte sembra quasi che si sia svegliato con il piede sbagliato. A quel punto penso, ma perchè non sei rimasto a letto questa domenica? 

Ma da dove nasce questa mia polemica? Nasce dal fatto che troppo spesso leggo sui Social Network delle lamentele gratuite, ignoranti e fini a se stesse contro l’organizzazione delle corse.

Il bello di essere runner è quello di correre. Punto. Eppure c’è una grossa percentuale di podisti che si è rammollita e che sembra si sia trasformata in Gagà Runner, gente con la puzza sotto il naso.  

Volete degli esempi?

Partecipano ad una corsa di 15 km sotto il sole ma poi si lamentano se non c’è il parcheggio ombreggiato per la macchina o per la tenda;

Si lamentano del pacco gara. Pagano 2 euro per partecipare alla corsa e dopo aver gareggiato, saccheggiato tutti i ristori, mangiato frutta e biscotti di ogni tipo e bevuto l’impossibile, non resistono a non pubblicare su facebook la foto del pacco gara commentando con un secco: “Anche oggi il solito misero pacco di pasta“. Ma con 2 euro cos’altro volevi? Una maglia tecnica in pelle di coccodrillo, un buono “All you can eat” da spendere presso il ristorante La Francescana di Bottura e l’iscrizione gratuita a tutte le gare competitive da qui al 2029?

I GagàRun devono parcheggiare di fianco all’arco della partenza. Guai a dirgli che devono lasciare la macchina a 100 metri dal via perchè, anche se sono venuti per farne 21 di corsa, farne 100 di passo è qualcosa di inaffrontabile.

Fanno polemica al ristoro perchè sono finiti i biscotti o perchè è finito il tè al limone.

Rompono i coglioni in griglia quando piove. Non ci crederete. Se sta piovendo e la partenza viene ritardata di 1 minuto per vari motivi iniziano a lamentarsi perchè stanno prendendo l’acqua. E un ossimoro. Stanno partendo per una mezza che sarà tutta sotto l’acqua ma quel minuto in più a loro fa la differenza.

Ma i peggiori sono quelli che si lamentano del prezzo delle competitive. Come se qualcuno li obbligasse a partecipare. Non sanno nulla dell’organizzazione della corsa, del pacco gara, dei volontari, delle strutture utilizzate e di tutto quello che comprende un evento del genere ma per loro il prezzo è troppo alto a prescindere.

Amico runner che hai letto questo articolo, spero tu non faccia parte dei podisti cacacazzo anche perchè significa che non stai vivendo bene lo sport più bello del mondo.

 

 

Parti da zero e raggiungi l’obiettivo dei 15 km in 15 settimane!

Vuoi iniziare a correre? Parti con il piede giusto!

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La tabella del 15 è una tabella che mi sono inventato quando ho iniziato a correre. Una serie di regole che ruotano “magicamente” intorno al numero 15.

  • 15% di peso in più. Correre è uno sport molto traumatico. Se poi lo si fà con dei chili di troppo è devastante. Il mio consiglio è di iniziare a correre solo se il proprio peso non supera più del 15% il proprio peso forma. Ad esempio: se il tuo peso forma è intorno ai 58 kg (normopeso) e attualmente ne pesi 74, il mio consiglio è di iniziare a correre non prima d’aver raggiunto i 67 kg.
  • 15 km. Datti come obbiettivo una media distanza. Tanti dicono che l’obbiettivo più giusto, per chi inizia a correre, siano i 10 km. Io non sono d’accordo. Ritengo che 10 km siano una distanza fattibilissima, raggiungibile senza grossi sforzi. 15 km sono invece “ad un passo” da una mezza maratona. Mentalmente apre le porte a mille stimoli. Una volta arrivati a 15 si avrà voglia di raggiungere i 21 e una volta raggiunti i 21….la maratona.
  • 15 minuti di stretching. Importantissimo. Dedicate tempo allo stretching e non solo se avete qualche dolore ma fatelo come abitudine ad ogni fine corsa. Va bene anche a qualche ora dalla fine dell’allenamento. Magari mentre guardate il film delle 21.

Non è facile consigliare una tabella con cui iniziare a correre.

In collaborazione con la Personal Trainer Rosa Alfieri, vi presentiamo una tabella per chi, partendo da zero, vuol raggiungere l’obiettivo dei 15 km in 15 settimane.

TABELLA 

Prima settimana + seconda settimana

Lun – 15 minuti di camminata veloce + 15 minuti di stretching + 15 minuti di core stability

Mer – 15 minuti di camminata veloce + 15 minuti di stretching

Ven – 12 minuti di camminata veloce + 3 minuti di jogging + 15 minuti di stretching

Sab – 15 minuti di esercizi posturali + 15 minuti di stretching + 15 minuti di core stability

Terza settimana

Lun – 15 minuti di camminata veloce + 3 minuti di jogging + 15 minuti di stretching + 15 minuti di core stability

Mer -15 minuti di camminata veloce + 3 minuti di jogging + 15 minuti di stretching

Ven – 15 minuti di cv + 5 minuti di jogging + 15 minuti di stretching + 15 minuti di core stability

Sab – 15 minuti di esercizi posturali + 15 minuti di stretching

Quarta settimana

Lun – Riscaldamento con 5 minuti di camminata veloce + 5 minuti di stretching

5 minuti di jogging + 2 minuti di camminata veloce (x 2)

5 minuti di camminata normale + 15 minuti di stretching

Merc – Riscaldamento con 5 minuti di camminata veloce + 5 minuti di stretching

3 minuti di jogging + 1 minuto di camminata veloce (x 4)

5 minuti di camminata normale + 15 minuti di stretching

Ven – Riscaldamento con 10 minuti di camminata veloce + 5 minuti di stretching

3 minuti di jogging + 1 minuto di camminata veloce (x 4)

5 minuti di camminata normale + 15 minuti di stretching

Sab – 15 minuti di esercizi posturali + 15 minuti di stretching

Sesta settimana

Lun – Riscaldamento con 5 minuti di camminata veloce + 5 minuti di stretching

10 minuti di jogging + 5 minuti di camminata veloce (x 2)

5 minuti di camminata normale + 15 minuti di stretching

Mer – Riscaldamento con 5 minuti di camminata veloce + 5 minuti di stretching

8 minuti di jogging + 4 minuti di camminata veloce (x 4)

5 minuti di camminata normale + 15 minuti di stretching

Ven – Riscaldamento con 5 minuti di camminata veloce + 5 minuti di stretching

9 minuti di jogging + 5 minuti di camminata veloce (x 4)

5 minuti di camminata normale + 15 minuti di stretching

Sab – 15 minuti di esercizi posturali + 15 minuti di stretching

Settima settimana

Lun – Riscaldamento con 5 minuti di camminata veloce + 5 minuti di stretching

1 km di jogging + 500 metri di camminata veloce (x 4)

5 minuti di camminata normale + 15 minuti di stretching

Mer – Riscaldamento con 5 minuti di camminata veloce + 5 minuti di stretching

1 km di jogging + 500 metri di camminata veloce (x 4)

5 minuti di camminata normale + 15 minuti di stretching

Ven – Riscaldamento con 5 minuti di camminata veloce + 5 minuti di stretching

1,5 km di jogging + 500 metri di camminata veloce (x 3)

5 minuti di camminata normale + 15 minuti di stretching

Sab – 15 minuti di esercizi posturali + 15 minuti di stretching

Ottava settimana

Lun – Riscaldamento con 5 minuti di camminata veloce + 5 minuti di stretching

1,5 km di jogging + 500 metri di camminata veloce (x 4)

5 minuti di camminata normale + 15 minuti di stretching

Mer – Riscaldamento con 5 minuti di camminata veloce + 5 minuti di stretching

1,5 km di jogging + 500 metri di camminata veloce (x 4)

5 minuti di camminata normale + 15 minuti di stretching

Ven – Riscaldamento con 5 minuti di camminata veloce + 5 minuti di stretching

1,5 km di jogging + 500 metri di camminata veloce (x 4)

5 minuti di camminata normale + 15 minuti di stretching

Sab – 15 minuti di esercizi posturali + 15 minuti di stretching

Nona settimana

Lun -Riscaldamento con 2 km di jogging + 5 minuti di stretching

2 km di corsa ritmo a cui si riesce a parlare+ 500 metri di camminata veloce (x 4)

5 minuti di camminata normale + 15 minuti di stretching

Mer – Riscaldamento con 2 km di jogging + 5 minuti di stretching

150 metri scatti veloci ritmo ripetute + 150 metri camminata (x 6)

15 minuti di corsetta lenta + 15 minuti di stretching

Ven – Riscaldamento con 2 km di corsa lenta + 5 minuti di stretching

2 km di corsa ritmo a cui si riesce a parlare + 500 metri di camminata veloce (x 4)

5 minuti di camminata normale + 15 minuti di stretching

Sab – 15 minuti di esercizi posturali + 15 minuti di stretching

Decima settimana

Lun -Riscaldamento con 2 km di jogging + 5 minuti di stretching

2,5 km dicorsa ritmo a cui si riesce a parlare + 200 metri di camminata veloce (x 4)

5 minuti di camminata normale + 15 minuti di stretching

Mer – Riscaldamento con 2 km di jogging + 5 minuti di stretching

150 metri scatti veloci ritmo ripetute + 150 metri camminata (x 7)

15 minuti di corsetta lenta + 15 minuti di stretching

Ven – Riscaldamento con 2 km di corsa lenta + 5 minuti di stretching

2,5 km dicorsa ritmo a cui si riesce a parlare + 200 metri di camminata veloce (x 4)

5 minuti di camminata normale + 15 minuti di stretching

Sab – 15 minuti di esercizi posturali + 15 minuti di stretching

Dom – Partecipa ad una tapasciata domenicale. Iscriviti ad una gara su una distanza di 5                     km e falla senza spirito competitivo. Ma ricordati comunque di dare il massimo.

Undecisima settimana

Mart -Riscaldamento con 2 km di jogging + 5 minuti di stretching

3,5 km dicorsa ritmo a cui si riesce a parlare + 200 metri di camminata veloce (x 3)

5 minuti di camminata normale + 15 minuti di stretching

Giov – Riscaldamento con 2 km di jogging + 5 minuti di stretching

2 km di corsa ritmo a cui si riesce a parlare + 500 metri di corsa veloce, ritmo a cui                   non si riesce a parlare. (x 4)

Sab – Riscaldamento con 2 km di corsa lenta + 5 minuti di stretching

3,5 km dicorsa ritmo a cui si riesce a parlare + 200 metri di camminata veloce (x 3)

5 minuti di camminata normale + 15 minuti di stretching

Dom – 15 minuti di esercizi posturali + 15 minuti di stretching

Dodicesima settimana

Lun – Riscaldamento con 2 km di jogging + 5 minuti di stretching

5 km dicorsa ritmo a cui si riesce a parlare + 1 km di corsa veloce, ritmo a cui                             non si riesce a parlare. (x 2)

5 minuti di camminata normale + 15 minuti di stretching

Mer – Riscaldamento con 2 km di jogging + 5 minuti di stretching

200 metri scatti veloci ritmo ripetute + 200 metri camminata (x 10)

Defaticamento con 3 km di jogging

Ven – Riscaldamento con 2 km di corsa lenta + 5 minuti di stretching

3 km di corsa ritmo a cui si riesce a parlare + 1 km di corsa a veloce, ritmo a cui non si            riesce a parlare (x 3)

Defaticamento con 3 km di jogging

Sab – 15 minuti di esercizi posturali + 15 minuti di stretching

Tredicesima settimana

Lun – Riscaldamento con 2 km di jogging + 5 minuti di stretching

8 km dicorsa ritmo a cui si riesce a parlare

5 minuti di camminata normale + 15 minuti di stretching

Mer – Riscaldamento con 3 km di jogging + 5 minuti di stretching

200 metri scatti veloci ritmo ripetute + 200 metri camminata (x 10)

Defaticamento con 3 km di jogging

Ven – Riscaldamento con 3 km di corsa lenta + 5 minuti di stretching

3 km di corsa ritmo a cui si riesce a parlare + 1 km di corsa a veloce, ritmo a cui non si            riesce a parlare (x 3)

Defaticamento con 3 km di jogging

Sab – 15 minuti di esercizi posturali + 15 minuti di stretching

Quattordicesima settimana

Lun – Riscaldamento con 1 km di jogging + 5 minuti di stretching

8 km dicorsa ritmo a cui si riesce a parlare

5 minuti di camminata normale + 15 minuti di stretching

Mer – Riscaldamento con 3 km di jogging + 5 minuti di stretching

200 metri scatti veloci ritmo ripetute + 200 metri camminata (x 10)

Defaticamento con 3 km di jogging

Ven – Riscaldamento con 1 km di corsa lenta + 5 minuti di stretching

4 km di corsa ritmo a cui si riesce a parlare + 1 km di corsa a veloce, ritmo a cui non si            riesce a parlare (x 3)

Defaticamento con 2 km di jogging

Sab – 15 minuti di esercizi posturali + 15 minuti di stretching

Quindicesima settimana

Lun – Riscaldamento con 1 km di jogging + 5 minuti di stretching

8 km dicorsa ritmo a cui si riesce a parlare

5 minuti di camminata normale + 15 minuti di stretching

Mer – Riscaldamento con 3 km di jogging + 5 minuti di stretching

200 metri scatti veloci ritmo ripetute + 200 metri camminata (x 10)

Defaticamento con 3 km di jogging

Ven – 30 minuti di corsetta lenta

Sab – 15 minuti di esercizi posturali + 15 minuti di stretching

Dom – Gara 15 km

 

11 regole per iniziare a correre oggi!

Correndo da tanti anni ed avendo iniziato da zero, spesso mi trovo a dover rispondere alla domanda: Ma davvero prima non correvi?

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La gente pensa che correre sia un’impresa talemente ardua che, o sei geneticamente predisposto e quindi a 3 anni avevi già dato atto del tuo talento facendo un 5000 in 19.32 oppure la cosa è impossibile.

Cari amici, si può iniziare a correre a qualsiasi età. Sembra impossibile ma anche io, come tantissimi runner, ho iniziato dopo i 30 anni.

Da dove iniziare?

  • Fai una visita medica presso gli ambulatori della medicina dello sport. Già che ci sei fai una visita per attività sportiva agonistica. Costa intorno ai 50 euro ma metti che ti venga voglia di fare una garetta…
  • Fai una visita per capire che tipo di appoggio hai: prontatore, supinatore o neutro? Entra in un negozio da running specializzato, sapranno sicuramente consigliarti la scarpa giusta. Spenderai forse qualcosa in più ma te ne saranno grati tendini e ginocchia. Come dico sempre io: La vita è troppo breve per correre con scarpe di merda. 
  • Datti un obiettivo. Qualsiasi esso sia: dimagrire, fare una gara, provarci con una tipa o un tipo che già corre. Insomma, qualsiasi cosa a patto che sia un obbiettivo che ti imponi di raggiungere.
  • Segui una dieta sana e bilanciata. Ti aiuterà a correre meglio e anche ad infortunarti meno. Ultime ricerche dimostrano che chi ha un’alimentazione sana e corretta corre meno il rischio di andare incontro ad infiammazioni.
  • Vestiti in modo adeguato. Utilizzare materiale tecnico adatto ha tanti aspetti positivi, non ultimo quello di aiutarti a mantenere una corretta temperatura corporea. Inoltre non vestirti troppo o troppo poco. Valuta attentamente cosa indossare tenendo presente il fatto che durante la corsa ti verrà caldo.
  • Orologio o cellulare? Utilizza uno strumento che possa cronometrare il tuo passo e misurare il tuo percorso. Esistono orologi a buon prezzo che potrebbero fare al caso tuo, oppure installa un’APP sul cellulare. Per iniziare andrà benissimo. Questo ti servirà per monitorare i tuoi allenamenti.
  • Segui una tabella che ti aiuti a raggiungere il tuo obbiettivo.
  • Non forzare i tempi. Ho visto runner partire da zero e vederli a fare una mezza maratona dopo 3 mesi. Poi li ho visti entrare nel tunnel delle fisioterapie. Il corpo ha bisogno di tempo per entrare in relazione con il nuovo stile di vita. Anni di sedentarietà si fanno sentire.
  • Ascolta il tuo corpo. Alcuni dolori sono normali mentre altri non vanno presi sotto gamba. Ai primi segnali confrontati con un podista “navigato”. Riconoscerà i tuoi fastidi e saprà consigliarti.
  • Ricordati lo stretching. Dopo anni che è sono stati assodati i benefici dello stretching sento ancora runner dire “non lo faccio mai“. Lo stretching non è una cosa in più, fa sempre parte della corsa. Come il recupero fra una ripetuta e l’altra o come il riscaldamento prima di una gara. Meglio fare 2 km in meno di allenamento pur di trovare 10 minuti di tempo per lo stretching. Non solo è piacevole, ma tiene lontano da infortuni quali: infiammazioni ai tendini, alla bandelletta, mal di schiena e tanto altro.
  • Divertiti. “La prime volte è stata dura, pensavo che correre non era cosa per me. Poi ho scoperto le endorfine e mi si è aperto un mondo“. Questa frase la giro a tutti quelli che mi dicono che la corsa non fa per loro. Fai il tuo passo, non importa se sarai lento o veloce. Pensa solo a divertirti, godere dei benifici della corsa e a stare bene.

 

Borsa della gara. Cosa portare?

La borsa del RUNNER che non deve chiedere MAI!

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Il sabato sera preparo la borsa per la tapasciata della domenica e non manca volta che dimentico qualcosa. Ho deciso di fare la lista perfetta per fare in modo di ricordarmi tutto:

  • Tuta della società. La indosso appena alzato.
  • Smanicato nero della Craft. Perfetto in caso di pioggia
  • Mezza manica compressiva della Diadora. Da usare in gara sotto la canotta della Società
  • Scarpe Saucony Ride 9. Perfette pre e post gara.
  • Tappetino per la doccia
  • Occhiali da sole
  • Cappellino bianco Salomon da gara. Leggero e traspirante. Mi aiuta a non prendere il sole sulla “pelata” e a bloccare il sudore della fronte. Odio quando arriva sugli occhi
  • Canotta della società da indossare in gara
  • Smanicato compressivo prima pelle della Craft. Di solito lo utilizzo sotto la canotta della società al posto della mezza manica della Diadora. Dipende dalla temperatura.
  • Pantaloncino Salomon per gara
  • Calze Oxyburn compressive da gara. Ottime per lunghe distanze.
  • Cappellino Zoot per post gara
  • T-shirt per post gara di una gara a cui ho partecipato in passato.
  • Slip per post gara
  • Borsina per abbigliamento sudato
  • Calze di cotone per post gara
  • Bottiglietta d’acqua. Da bere durante il viaggio di rientro
  • Manicotti della Nike. A volte li uso durante il riscaldamento pre gara o durante le gare con meno di 7/8 gradi
  • Scarpe ride 8 da gara
  • Elastico FitBand Domyos per stretching post gara. Prima di ripartire per tornare a casa, 10 minuti di stretching non me li leva nessuno
  • Deodorante
  • Vasellina. La uso spesso nei piedi e sui capezzoli
  • Acqua ossigenata. La uso per pulire la zona in cui metto il taping
  • Taping e forbice. Nastro utilissimo per la mia rotula bipartito e i miei tendini
  • Carta assorbente, utile per pulire con l’acqua ossigenata la zona in cui metto il taping
  • Orologio Garmin
  • Spille a calamita per pettorale
  • Certificato medico
  • Integratori
  • Cerotti in caso di vesciche
  • Oki, in caso di qualsiasi tipo di dolori
  • Ciabatte per doccia
  • Accappatoio
  • Bagnoschiuma

Che dite, ho dimenticato qualcosa?

Runner a colpi di Virgate.

Estate del 1986, ricordo ancora quei pomeriggi calabresi, a casa di mia nonna Annunziata.

ANNUNZIATA

Alle 14.30 c’era talmente tanto caldo che anche le cicale si zittivano e andavano ammare a fare il bagno. A quell’ora, e con mia nonna, un bambino poteva fare solo 3 cose: dormire, stare sotto l’ombrellone finché non erano passate le 3 ore della digestione, andare da zio Vincenzo.

Ma andiamo ai fatti.

Avevo 7 anni. Credo sia stato quello il periodo della mia vita in cui imparai che correre non era semplicemente sudare, ma dover tagliare la finish line (porta di casa) entro un determinato tempo. Quello che oggi chiamiamo il personal best. Ecco, essere andato dallo Zio Vincenzo significò che da lì a breve sarebbe iniziato il periodo del carico di allenamenti.

I ruoli erano così divisi: Nonna Annunziata era il Personal Coach, Zio Vincenzo il Runner Motivator ed io ero l’atleta che doveva fare il personal best.

Ma cosa succedeva?

Quando arrivavano le due e mezza del pomeriggio significava che, se non si era in spiaggia sotto l’ombrellone, era arrivata l’ora della pennichella pomeridiana. Figuratevi, un bambino di 7 anni che dovrebbe andare a dormire. Avevo voglia di giocare, correre, sudare, andare in cortile a guardare cosa facevano i ragazzi più grandi insomma, quelle cose lì. Con nonna Annunziata questo non era possibile. A letto o niente. Al massimo potevo guardare la televisione, ma solo dopo aver fatto almeno un’oretta di sonno. Solitamente dormivo talmente poco che mi svegliavo sempre prima di lei e andavo davanti alla tv a guardarmi qualche film. All’epoca tutti i pomeriggi passavano delle pellicole di due attori diventanti poi fra i miei preferiti: Franco e Ciccio. Dormire il pomeriggio non mi piaceva; quando arrivava l’orario fatidico io scappavo per casa rischiando di far venire un infarto a mia nonna che non riusciva a prendermi.

Un giorno Annunziata mi disse (in calabrese):”Non vuoi venire a letto? Allora vai da zio Vincenzo e fatti dare una Virga”. Io ero un bambino innocente, del nord. Venivo in Calabria solo per le ferie. All’epoca abitavo a Sant’Ilario d’Enza, piccolo paese fra Reggio Emilia e Parma. Cosa volete che ne sapessi di cosa fosse una Virga.

Presi l’occasione al balzo! Decisi che, pur di non andare a letto, sarei stato disposto ad affrontare il caldo delle 14.30 ed andarmi a fare un giretto fino a casa di mio zio Vincenzo, circa ad 800 metri di distanza. All’epoca ci si faceva meno problemi a mandare in giro un ragazzino di 7 anni.

Arrivato a casa di mio zio bussai alla porta e, dopo aver bevuto un bel bicchiere d’acqua, gli dissi: “La nonna mi ha mandato a prendere una Virga”. Lui sorrise e mi disse “Chi cumbinasti? (cos’hai combinato). Subito non diedi peso a quella domanda e a dir la verità non riuscii neanche ad immaginare cosa dovesse darmi. Forse qualcosa da mangiare? Forse un regalo per me?

Lo seguii e vidi che si dirigeva verso un albero d’ulivo. Prese un ramo, lo spezzò come fosse Gesù Cristo con il pane ed iniziò a togliergli tutte le foglie fino a lasciarlo nudo. Tipo un frustino….

Tutto contento tornai a casa da mia nonna. Si erano fatte circa le 15.30. Entrai in casa, andai sul balcone e la vidi che mi aspettava. Gli diedi quello strano ramo d’ulivo che nel mio immaginario era associato alla pace, portato nel becco della colomba bianca. Ecco appunto, nel becco della colomba bianca e non nelle mani di mia nonna.

Una volta che ebbe fra le mani lo scettro del potere mi ripeté la domanda: “Vai a farti mezz’ora di sonno?”. A qual punto, quasi in concomitanza con il mio no e con lo scatto per la mia fuga, capii cos’era la Virga. Una pazzesca sfibbiata sui quadricipiti con conseguente silacco lividinoso** mi paralizzò la fuga. Il bruciore era talmente bruciante che correre sarebbe stato impossibile e disubbidire sconveniente. Quell’arma, associata alla zelante insensibilità di mia nonna, era inaffrontabile anche per un piccolo runner scaltro e strafottente come me.

Da quel giorno, sotto l’ombra sempre presente della Virga, il mio Personal Coach mi obbligava ad allenamenti estenuanti: “Vai a prendere il pane e torna entro 10 minuti”, “Vai dal macellaio e prendi quattro fettine di vitello, ti guardo dal balcone e vedi di non fermarti a chiaccherare”.  Fermarsi a dare due calci ad un pallone con qualcuno che si incontrava per strada significava dover recuperare a ritmo di ripetute. Insomma, era tutta una corsa.

Non ho mai perdonato mio zio Vincenzo per aver assecondato sua madre, dandogli in mano un’arma così pericolosa. Anni dopo mi disse: “Dovevi imparare a correre più forte della Virga”. Che grande Runner Motivator.

Non vorrei che di mia nonna, da questo racconto, ne uscisse un quadro di una donna severa, rigida e dal cuore di pietra. In effetti, a volte, era pure peggio. Gli ultimi giorni di vacanza mia nonna riuscì a farmi arrivare al punto che, dopo aver dormito e prima di fare i giochi, recitassi tutto un rosario seduto al suo fianco.

Per finire.

Ricordo ancora quel giorno in cui mi arrampicai sulla vetrinetta della sala da pranzo, rischiando di cadere tirandomi dietro quell’enorme mobile di formica, solo per arrivare a prendere la Virga che era stata attentamente nascosta sull’ultimo ripiano. Appena avuta tra le mani non aspettai neanche il tempo di scendere che la ruppi in una ventina di pezzettini per poi gettarla dal balcone.

Avevo però capito la lezione: rispetta sempre la tabella e non fare mai arrabbiare il tuo Personal Coach.

*La Virga la scrivo con le V maiuscola per rispetto e perchè ancora oggi, il solo nominarla, mi mette in soggezione.

**Silacco: sfregio lasciato da una botta o da un colpo. Di solito si definisce silacco una ferita senza fuoriuscita di sangue di forma lunga e sottile.

 

Revisione e correzione by Andrea Piras

 

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Olimpiadi Rio 2016, curiosità

Finite le olimpiadi di Rio 2016.

Torcia teodoforo

Ecco un piccolo riassunto di quello che ci è rimasto più impresso:

  • Non esiste solo il calcio;
  • In Italia abbiamo alcuni fra gli atleti più forti del mondo;
  • Zaytves (nazionale italiana di Volley) è capace di lanciare una palla a 122 km/h;
  • Anche il San Marino era presente a Rio 2016 con 4 atleti;
  • Anche un medico può allenarsi nei ritagli di tempo e diventare il “tapascione” più veloce della storia. Maratona femminile chiusa in 2h 33’29” (grande Catherine Bertone);
  • Il caso Schwazer ha troppe ombre e molti dubbi;
  • Se esistesse una squadra composta da atleti europei faremmo il culo a capanna agli USA;
  • Bolt (3 ori vinti, 24 in tutta la carriera) è l’uomo più veloce mai esistito sulla faccia della terra;
  • La nazionale olimpica di calcio non era presente a Rio 2016 perchè non si era qualificata (semplice ma non tutti lo sapevano);
  • Baldini e Bordin rimangono gli unici italiani ad aver vinto una maratona olimpica (entrambi allenati da Gigliotti);
  • La nazionale italiana di Volley ha vinto un argento ma in Italia è uno sport ancora troppo “bistrattato” e a fine stagione si fa sempre fatica a far quadrare i conti (messaggio subliminale alle aziende);
  •  Il marciatore francese Yohann Diniz si è cagato addosso durante la 50 km di marcia. Ha scambiato la grossa per una scureggia;
  • Eaton Ashton ha vinto la medaglia d’oro nel Decathlon. Significa essere in grado di primeggiare in 10 sport. Un mostro;
  • Le olimpiadi di Rio 2016 hanno assegnato 28 medaglie ad atleti Russi, quasi tutti ex dopati. Il CIO ha fatto un gran casino;
  • A Rio 2016 erano presenti 11.000 atleti, di questi, 120 avevano già subito una condanna per doping;
  • L’atleta Kirghizo Izzat Artykov, sollevamento pesi, è risultato positivo ad uno stimolate, la stricnina! Sostanza che un tempo veniva usata come veleno per topi;
  • L’atleta più giovane è stata la nepalese Gaurika Singh di 13 anni;
  • Lord of the Drinks. Ecco come è stato ribattezzato Yuri Van Gelder, l’atleta specializzato negli anelli beccato ad uscire dal villaggio olimpico per andarsi ad ubriacare nei locali di Rio. Eliminato dai giochi Olimpici per violazione del codice etico;
  • L’atleta uzbeka Oksana Chusovitina ha partecipato alla sua settima Olimpiade;
  • Phelps, il nuotatore più forte di tutti i tempi. A rio ha vinto 5 ori. Mai nessuno come lui. Ora si ritirerà dal mondo sportivo agonistico;
  • Pelè è incazzato. Non gli dev’essere andato giù il fatto di non aver fatto da ultimo teodoforo;
  • Purtroppo Nibali (vincitore del giro d’Italia 2016) ha visto sfumare il sogno olimpico a causa di una caduta che gli ha riportato la doppia frattura alla clavicola;
  • Per colpa di 18 centesimi, Federica Pellegrini si è vista massacrare da giornali e Social Network. Troppe aspettative forse. Ma rimane il fatto che non si ha rispetto neanche per un’atleta che non ha nulla da dimostrare e che rimane una delle più forti nuotatrici italiane di tutti i tempi;
  • Tutti si chiedono perchè Ri-Se Gwang, oro nel volteggio per l’atleta Nord Coreano, non è mai stato visto sorridere. Neanche sul podio. Provateci voi con gli ufficiali statali Nord Coreani che controllano ogni tuo passo, il cellulare sequestrato, il divieto di avere contatti con l’esterno del Villaggio Olimpico, il divieto di parlare con atleti di altre nazionalità e il divieto di visitare Rio.

 

Le Olimpiadi dovrebbero insegnarci i valori di tolleranza, pace e fratellanza. Ma sopratutto che lo sport può aiutarci a superare qualsiasi appartenenza religiosa, culturale e politica. Credete si siano riusciti?

Credits Foto: Ververidis Vasilis / Shutterstock.com

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