Boom di doping fra gli amatori

In questi giorni si torna a parlare di doping a causa dell’esclusione alle olimpiadi di Rio 2016 di Alex Schwazer, il forte marciatore italiano. Noi del Tapascione vogliamo però parlarvi di doping a livello amatoriale, piaga che colpisce anche le gare più insospettabili.

Doping

Il sito Repubblica.it ha dedicato un articolo a questo fenomeno che sta crescendo di anno in anno. In un video, alcuni farmacisti raccontano che le abitudini dei runner stanno cambiando moltissimo e di come cerchino di migliorare sempre di più le proprie prestazioni inseguendo un falso mito e cioè quello del doping.  Ancora più pericolosi però sono i “drogati” fai da te e cioè quelli che si informano su internet facendosi delle “autoprescrizioni”, acquistando cioè sul web pillole e polveri di ogni genere non avendo però ben chiare le conseguenze o gli effetti collaterali delle sostanze che assumeranno.

Pensate che il Ministero della Salute a stimato in tre quarti* il numero degli atleti che ricorrono ad un aiutino. In parole povere, se siamo 4 amici che fanno sport, solo uno di noi è totalmente pulito, significa che non ha assunto neanche un integratore. Bisogna dire che molti dei farmaci che vengono utilizzati NON SONO VIETATI sia chiaro, ma vengono prescritti solo per casi curativi. Se vengono utilizzati da soggetti sani diventa doping.

Per tornare agli integratori bisogna ammettere che vengono assunti con troppa facilità. Spesso si vedono runner’s imbottirsi di barrette prima di fare una 10 km. Basterebbe confrontarsi con un nutrizionista per sapere che sotto una certa soglia di impegno fisico per reintegrare è sufficiente l’acqua e della frutta (non parlatemi di ricostruzione muscolare per un dieci…)

Ma con cosa si dopano gli amatori?

  • Diuretici. Si usano per perdere peso e per mascherare l’utilizzo di altre sostanze dopanti. Aumentano infatti il volume urinario fino anche a 6 litri al giorno.
  • Ormoni. Ci sono di diversa natura. L’ERITROPOIETINA O EPO ad esempio stimola la produzione di globuli rossi aumentando così la disponibilità di ossigeno ai tessuti muscolari favorendo il recupero durante l’attività. Pensate durante una maratona che aiuto può dare. Altri ormoni utilizzati sono la CORTICOTROPINA, l’INSULINA, la GONADOTROPINA. Il rischio a cui si va incontro però è molto alto, basta citare l’ictus, l’infarto, fenomeni tossici al fegato, trombosi, tumori.
  • Stimolanti. Riducono il senso di fatica, aumentano l’aggressività e la competitività. Fra gli stimolanti più utilizzati citiamo la COCAINA, le AMFETAMINE, l’EFEDRINA, la CAFFEINA.

Riuscire a stanare chi si dopa è impossibile. Tenete presente che un’analisi costa intorno ai 1000 euro. Voi spendereste 1000 euro per controllare il runner che ha vinto la tapasciata della parrocchia?

Dati

  • 12  milioni gli sportivi in Italia
  • 3 milioni gli sportivi tesserati
  • 38.676 i maratoneti del 2015 (dato della rivista Correre)
  • 1.427 i test eseguiti dalla Commissione di Vigilanza nei settori amatoriali e giovanili (nuoto, atletica, ciclismo)
  • 58 casi di positività (4,06%)
  • 72,9% la percentuale di atleti sottoposti a controllo che ha dichiarato di aver assunto prodotti farmaceutici e salutistici

Operazione “Finti Atleti”

Un caso, scoppiato il 10 agosto 2015, fece molto scalpore, lo chiamarono “Operazione Finti Atleti”. 34 persone fra podisti,ciclisti, infermieri e presidenti di società sportive furono indagati dalla Polizia di Stato di Ragusa perchè scoperti ad utilizzare, somministrare e “spacciare” sostanze dopanti. Pensate che fra i medicinali sequestrati trovarono prodotti utilizzati per le cure oncologiche. L’indagine era scaturita dalla segnalazione di un ciclista anonimo stanco di essere umiliato dai compagni più “prestanti”. La Squadra Mobile effettuò dei controlli durante la 12esima Coppa “S.S.Salvatore” e la maratona della “Filippide”. Pensate che uno dei partecipanti alla maratona, aveva in auto una borsa piena di sostanze dopanti. Una specie di farmacia ambulante. Oggi, molti di questi atleti, non possono più gareggiare perchè squalificati a vita. Ma la cosa più triste è che i soggetti si dopavano per vincere il salame la domenica o per avere la meglio sui propri compagni di squadra durante gli allenamenti. Si avete letto bene. Quest’ultimi non partecipavano nemmeno a delle gare.

 

Per saperne di più date un’occhiata a questo video. http://tg24.sky.it/tg24/cronaca/2016/05/04/vice-doping-sport-amatoriale.html

*Media è data dall’insieme degli atleti che praticano ciclismo, nuoto, atletica o vanno in palestra

Fonti

http://www.dronet.org/

http://inchieste.repubblica.it/it/repubblica/rep-it/2016/05/16/news/gli_amatori_del_doping-139499496/#apertura

http://www.siracusanews.it/node/62603

 

Tapascione.com

La mia Maratona di Roma

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Questa è stata la mia quarta maratona. La prima a Reggio Emilia il 14 dicembre 2014, corsa con l’infiammazione della bandelletta (un calvario) e chiusa in 3’37″49.  la seconda a Venezia il 25 ottobre 2015 chiusa in 3’04″03, la terza sempre a Reggio Emilia il 13 dicembre 2015 chiusa in 2’59″24.

Per prepararla ho dovuto fare tanti sacrifici. Fino a 4 settimane fa io e il mio coach, Rosa Alfieri, stavamo lavorando su una tabella che mi avrebbero portato a chiudere la corsa sotto in 2.55, Il 16 marzo, due giorni dopo un lungo di 30 km, un’infiammazione al tendine rotuleo mi ha fermato e ha mandato a ramengo i nostri piani. Allenandomi 6 giorni alla settimana con una media di 12/15 km al giorno fra fartlek, ripetute, allunghi, salite ecc. sono cose che purtroppo possono capitare. Grazie ai ragazzi della Fisiotech di Campogalliano, lo studio di fisioterapia che mi segue, dopo alcune sedute di fibrolisi e tecar siamo riusciti a rimettermi in piedi. Fra una cosa e l’altra però erano passate 3 settimane di stop.

Ma veniamo alla maratona. Gara organizzata perfettamente, pubblico fantastico e atmosfera di festa, Non credo di aver corso più di 30 secondi senza sentire battere delle mani. Mi avranno incitato in almeno 10 lingue diverse: spagnolo, francese, tedesco, cinese, giapponese, italiano, inglese… A parte questo la corsa è dura, tante salite e tante discese che hanno messo a dura prova i miei tendini appena rientrati dall’infortunio. Partenza sostenuta, fino al passaggio della mezza maratona (21 km) sono riuscito a stare sui 4.10 al km/h. Poi mi sono assestato sui 4.15 km/h fin verso il 36esimo dove ho visto il fatidico “muro”. Più che un muro è stato un burrone. Le tre settimane di stop si sono fatte sentire tutte e ho dovuto cedere alla fatica. Ad un certo punto mi sono detto “Emilio, ma chi te l’ha fatto fare?”. La gente mi gridava di non mollare, mi sono quindi fatto forza e, supportato dagli applausi, ho chiuso la mia quarta maratona. Anche se ho corso gli ultimi due km ai 5 al km/h sono riuscito a terminare in 3’01″20, media generale dei 4.16 al km/h. Arrivo fantastico, sui Fori Imperiali con i centurioni che ti aspettano e il Colosseo a fare da sfondo a questa bellissima atmosfera. Non c’è dubbio, corri nella storia. Alla sera, per premiarmi, una bella cena a base di gnocco fritto e tigelle!

Devo però fare un paio di ringraziamenti: quando ci si allena per una maratona si fanno tanti sacrifici e si ruba tempo ad altri impegni: ringrazio quindi la mia società Proxima che mi lascia spazio durante l’ora di pranzo per allenarmi, ringrazio la mia famiglia che mi ha supportato e sopportato in questi mesi, ringrazio i ragazzi della mia podistica che mi hanno incoraggiato con decine di messaggi via whatsapp, ringrazio Rosa Alfieri che mi segue in tutti i miei allenamenti e ringrazio Simone e Massimo della Fisiotech, i miei fisioterapisti, che oltre ad essere due fantastici demotivatori, sanno aggiustare la macchina in fretta ogni qual volta si rompe qualcosa.  Spero di non aver dimenticato nessuno.

Ci vediamo alla prossima maratona, il 9 ottobre: Maratona d’Italia.

 

Foto gentilmente concessa da FOTO STUDIO 5

10 Maratone vinte in 3 ore, circa.

Mi son sempre chiesto se un podista amatore potesse mai vincere una maratona.

Lumaca winner

Andando a spulciare i tempi di arrivo di alcune maratone italiane, ho scoperto che non tutte vengono vinte con tempi da marziani e cioè sotto le 2.15. Alcune hanno visto la vittoria di atleti che hanno corso intorno alle 3 ore. Per sostenere un discorso del genere però bisognerebbe conoscere il percorso, una 42 km collinare è molto diversa da una 42 pianeggiante.

Per dare una speranza a tutti i tapascioni come me, ho fatto una ricerca per capire se esistano delle corse vinte con tempi intorno alle 3 ore.

Ecco il mio elenco:

Maratona di Lavello 2015

  • 1° – Netti Vincenzo 3:46:10
  • 2° – Palella Cosmo 4:09:29
  • 3° – Magarelli Saverio 4:10:16

Maratona di Suviana, Maratona del Lago 2015:

  • 1° – Bruzzi Marco 3:18:00
  • 2° – Cardinali Mauro 3:21:13
  • 3° – Carbone Luca 3:26:34

Maratona di Foiano della Chiana 2015:

  • 1° – Locadi Paoli Giacomo 3:14:02
  • 2° – Volpi Stefano 3:40:27
  • 3° – Sfondalmondo Massimiliano 3:44:49

First Marathon, Calderara di Reno 2015

  • 1° – Bognini Stefano 3:09:10
  • 2° – Trestin Cristina 3:15:47
  • 3° – Tomasetti Daniele 3:15:47

Maratona di Lucera, Memorial prof. Rinaldi 2015;

  • 1° – Rucci Giuseppe 3:01:25
  • 2° – Di Gioia Antonio 3:15:33
  • 3° – Cimmarrusti Nicola 3:22:26

Maratona di Forlì, Maratona del Presidente 2015:

  • 1° – Zuccarello Nicola 2:58:54
  • 2° – Ravaioli Cristian 3:13:10
  • 3° – Vigoni Luca 3:13:12

Maratona città di Ragusa 2015:

  • 1° – Rovella Carlo 2:48:15
  • 2° – Galea David 2:52:17
  • 3° – Mirabella Giorgio 2:52:49

Maratona dei Templari 2015:

  • 1° – Caruso Daniele 2:47:14
  • 2° – Ricci Fabio 3:01:38
  • 3° – Mainolfi Franco 3:07:03

Maratona di Crevalcore 2015:

  • 1° – Velatta Stefano 2:43:51
  • 2° – Agla Said 2:44:01
  • 3° – Bruni Federico 2:53:50

Siracusa City Marathon 2015:

  • 1° – Catania Vito Massimo 2:39:47
  • 2° – Cesare Francesco 2:59:31
  • 3° – Galea David 3:03:16