La mia Maratona di Roma

ADR_3448

Questa è stata la mia quarta maratona. La prima a Reggio Emilia il 14 dicembre 2014, corsa con l’infiammazione della bandelletta (un calvario) e chiusa in 3’37″49.  la seconda a Venezia il 25 ottobre 2015 chiusa in 3’04″03, la terza sempre a Reggio Emilia il 13 dicembre 2015 chiusa in 2’59″24.

Per prepararla ho dovuto fare tanti sacrifici. Fino a 4 settimane fa io e il mio coach, Rosa Alfieri, stavamo lavorando su una tabella che mi avrebbero portato a chiudere la corsa sotto in 2.55, Il 16 marzo, due giorni dopo un lungo di 30 km, un’infiammazione al tendine rotuleo mi ha fermato e ha mandato a ramengo i nostri piani. Allenandomi 6 giorni alla settimana con una media di 12/15 km al giorno fra fartlek, ripetute, allunghi, salite ecc. sono cose che purtroppo possono capitare. Grazie ai ragazzi della Fisiotech di Campogalliano, lo studio di fisioterapia che mi segue, dopo alcune sedute di fibrolisi e tecar siamo riusciti a rimettermi in piedi. Fra una cosa e l’altra però erano passate 3 settimane di stop.

Ma veniamo alla maratona. Gara organizzata perfettamente, pubblico fantastico e atmosfera di festa, Non credo di aver corso più di 30 secondi senza sentire battere delle mani. Mi avranno incitato in almeno 10 lingue diverse: spagnolo, francese, tedesco, cinese, giapponese, italiano, inglese… A parte questo la corsa è dura, tante salite e tante discese che hanno messo a dura prova i miei tendini appena rientrati dall’infortunio. Partenza sostenuta, fino al passaggio della mezza maratona (21 km) sono riuscito a stare sui 4.10 al km/h. Poi mi sono assestato sui 4.15 km/h fin verso il 36esimo dove ho visto il fatidico “muro”. Più che un muro è stato un burrone. Le tre settimane di stop si sono fatte sentire tutte e ho dovuto cedere alla fatica. Ad un certo punto mi sono detto “Emilio, ma chi te l’ha fatto fare?”. La gente mi gridava di non mollare, mi sono quindi fatto forza e, supportato dagli applausi, ho chiuso la mia quarta maratona. Anche se ho corso gli ultimi due km ai 5 al km/h sono riuscito a terminare in 3’01″20, media generale dei 4.16 al km/h. Arrivo fantastico, sui Fori Imperiali con i centurioni che ti aspettano e il Colosseo a fare da sfondo a questa bellissima atmosfera. Non c’è dubbio, corri nella storia. Alla sera, per premiarmi, una bella cena a base di gnocco fritto e tigelle!

Devo però fare un paio di ringraziamenti: quando ci si allena per una maratona si fanno tanti sacrifici e si ruba tempo ad altri impegni: ringrazio quindi la mia società Proxima che mi lascia spazio durante l’ora di pranzo per allenarmi, ringrazio la mia famiglia che mi ha supportato e sopportato in questi mesi, ringrazio i ragazzi della mia podistica che mi hanno incoraggiato con decine di messaggi via whatsapp, ringrazio Rosa Alfieri che mi segue in tutti i miei allenamenti e ringrazio Simone e Massimo della Fisiotech, i miei fisioterapisti, che oltre ad essere due fantastici demotivatori, sanno aggiustare la macchina in fretta ogni qual volta si rompe qualcosa.  Spero di non aver dimenticato nessuno.

Ci vediamo alla prossima maratona, il 9 ottobre: Maratona d’Italia.

 

Foto gentilmente concessa da FOTO STUDIO 5

10 Maratone vinte in 3 ore, circa.

Mi son sempre chiesto se un podista amatore potesse mai vincere una maratona.

Lumaca winner

Andando a spulciare i tempi di arrivo di alcune maratone italiane, ho scoperto che non tutte vengono vinte con tempi da marziani e cioè sotto le 2.15. Alcune hanno visto la vittoria di atleti che hanno corso intorno alle 3 ore. Per sostenere un discorso del genere però bisognerebbe conoscere il percorso, una 42 km collinare è molto diversa da una 42 pianeggiante.

Per dare una speranza a tutti i tapascioni come me, ho fatto una ricerca per capire se esistano delle corse vinte con tempi intorno alle 3 ore.

Ecco il mio elenco:

Maratona di Lavello 2015

  • 1° – Netti Vincenzo 3:46:10
  • 2° – Palella Cosmo 4:09:29
  • 3° – Magarelli Saverio 4:10:16

Maratona di Suviana, Maratona del Lago 2015:

  • 1° – Bruzzi Marco 3:18:00
  • 2° – Cardinali Mauro 3:21:13
  • 3° – Carbone Luca 3:26:34

Maratona di Foiano della Chiana 2015:

  • 1° – Locadi Paoli Giacomo 3:14:02
  • 2° – Volpi Stefano 3:40:27
  • 3° – Sfondalmondo Massimiliano 3:44:49

First Marathon, Calderara di Reno 2015

  • 1° – Bognini Stefano 3:09:10
  • 2° – Trestin Cristina 3:15:47
  • 3° – Tomasetti Daniele 3:15:47

Maratona di Lucera, Memorial prof. Rinaldi 2015;

  • 1° – Rucci Giuseppe 3:01:25
  • 2° – Di Gioia Antonio 3:15:33
  • 3° – Cimmarrusti Nicola 3:22:26

Maratona di Forlì, Maratona del Presidente 2015:

  • 1° – Zuccarello Nicola 2:58:54
  • 2° – Ravaioli Cristian 3:13:10
  • 3° – Vigoni Luca 3:13:12

Maratona città di Ragusa 2015:

  • 1° – Rovella Carlo 2:48:15
  • 2° – Galea David 2:52:17
  • 3° – Mirabella Giorgio 2:52:49

Maratona dei Templari 2015:

  • 1° – Caruso Daniele 2:47:14
  • 2° – Ricci Fabio 3:01:38
  • 3° – Mainolfi Franco 3:07:03

Maratona di Crevalcore 2015:

  • 1° – Velatta Stefano 2:43:51
  • 2° – Agla Said 2:44:01
  • 3° – Bruni Federico 2:53:50

Siracusa City Marathon 2015:

  • 1° – Catania Vito Massimo 2:39:47
  • 2° – Cesare Francesco 2:59:31
  • 3° – Galea David 3:03:16

 

Fratellanza da Runner

Qualche giorno fa ho letto un post molto bello pubblicato sulla pagina facebook della Verona Marathon.

Runner Friends

Lo ripubblico qui di seguito e faccio qualche piccola considerazione: “Siamo tre amici podisti giunti da Padova per partecipare alla Giulietta e Romeo 2016 (non è la prima volta). Questa mattina, la pioggia, in particolare prima della gara, ha accelerato tutti i movimenti e gli spostamenti. Durante uno di questi, verso le ore 9,00 , le chiavi dell’auto (uniche perchè la seconda copia inutilizzabile è da rifare) sono scivolate dalla tasca dove erano state poste e sono cadute per terra senza che nessuno di noi se ne accorgesse. Lo abbiamo scoperto quando siamo arrivati all’auto per cambiarci per la partenza; panico !
Tornati indietro abbiamo cercato affannosamente e 10/15 minuti prima della partenza le abbiamo trovate presso il Vostro punto informazioni. Abbiamo fatto tutto in fretta e, anche se in coda, siamo riusciti a partire (ed arrivare, non in coda).
Queste poche righe SONO PER RINGRAZIARE QUELLA o QUELLE PERSONE CHE HANNO RACCOLTO LE CHIAVI E LE HANNO PORTATE AL VOSTRO PUNTO INFORMAZIONI;CI HANNO FATTO RISPARMIARE TANTI SOLDI E TANTISSIME “ROGNE”, oggi e nei giorni a venire.

Finito di leggere questo messaggio ho riflettuto sul fatto che, fra runner, ci sia un senso di fratellanza molto forte (cosa che ha volte non c’è neanche in alcuni sport di squadra). Prova a perdere un mazzo di chiavi dentro un Centro Commerciale, sono convinto che su 100 persone  forse una sola si prende l’impegno di raccoglierle e consegnarle ad un vigilante. Uno gesto semplice, come quello raccontato dai ragazzi, non è così scontato nel “mondo reale*”. Tutto questo credo sia alla base della bellezza del nostro sport. I tanti gruppi che ogni giorno nascono su Facebook, Instagram, Twitter ci insegnano proprio che c’è un mondo di persone che ha voglia di incontrarsi e condividere questo “sentiment”.

Tutto questo, però, mi ha fatto riflettere su qualcosa di più profondo. Ma quanti esempi potremmo fare, per far capire a chi non pratica il nostro sport, quanto sia forte l’appagamento che si ha dagli avversari/amici che si incontrano durante il nostro cammino?

Sicuramente diverse decine se non centinaia.

Io ne faccio solo uno, gli altri fateli voi; ultima curva, io e il mio avversario siamo uno di fianco all’altro, girato l’angolo ci compare a 200 metri l’arrivo. Ho le gambe di pietra, ho dato tutto ed ora, che sono sotto l’arrivo, penso che tanto è fatta e lascio che il mio avversario si prenda la posizione. Lui invece si gira, mi guarda e mi dice “Cosa stai facendo? Non mollare. Facciamoci questa ripetuta insieme e chiudiamo in volata!”

Bhè, ditemi in quale altro sport succede una cosa come questa.

Per questo amo il podismo e i podisti.

 

*Mondo di tutti i giorni.